Bestioline d’acqua dolce di Fabrizio Delle Grotti

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BESTIOLINE D’ACQUA DOLCE

Uno spettacolo, una vera meraviglia.
C’è lui che spiega agli amichetti, anzi più che altro rivela, con aria di grande segretezza, complicità e sapienza, come mai i piedi gli puzzano così tanto, “eh, perché veramente stamattina me lo sono dimenticato di lavarmeli i piedi!”. E questa, signori miei, è scienza, mica cavoli. Comunque sei sicuro di essertene scordato solo stamattina?
L’altro è minuscolo, ma talmente minuscolo che pare più che un ragazzino, una specie di ragnetto. La cuffia gli sta enorme, tanto che la porta con un nodo sulla nuca tipo bandana, tutta un po’ sbilenca. È talmente minuscolo che ogni tre, quattro bracciate tutte in affanno tende naturalmente a colare a picco tipo piombo. Ma non è un problema, lui riemerge, sputa sorride e riparte felice, col suo stile audace, determinato e annaspato. A dorso va molto meglio, galleggia di più ma lo zig zag è notevole e per fare mezza vasca ci mette un secolo, visto che sbanda e sbatte da tutte le parti. Ma lui sputa, sorride e procede. Impavido. E felice. Ora io non parlo esattamente napoletano, ma di certo questa è cazzimma (o cazzimm’?). E tra l’altro lui è probabilmente filippino, cioè romano filippino, quindi ha la cazzimma filippina, che secondo me vale doppio. E magari ha anche la cittadinanza italiana, spero, che con la determinazione a stare a galla che si ritrova mi pare il minimo.
A lei cade un dente ed è subito tragedia. Abbarbicata in lacrime alla scaletta è il ritratto del dramma. Pare appesa al cornicione dell’ultimo piano di un grattacielo in fiamme, una di quelle situazioni nelle quali solo un Bruce Willis anni ’80 potrebbe salvarla. Beh, di certo non quel vecchietto un po’ demente che non riusciva mai a telefonare o usare internet nei noti spot. Che finaccia! Comunque un bambino pietoso e un po’ perplesso le suggerisce di uscire dall’acqua, ma lei ancor più disperata risponde che non può perché “ho il dente in manoooo!”. Finalmente sopraggiunge l’animatrice, bionda, un po’ stremata e sorridente, e risolve il dramma senza scomodare attori dementi. E la piccola in 30 secondi netti ritrova il sorriso, seppur privo di un incisivo, e torna a sgambettare in acqua con gli altri, orgogliosa e felice, con tutti volàn (che non so come si scrive e poi forse sono rouches e manco volàn) rosa sul sedere.
L’altra alle 11 in punto chiede cosa c’è per pranzo perché “c’ho una fameeee!”
È poi tutti sulla mini zattera a giocare, sputare e ridere, ognuno con i denti che ha a disposizione.

Cari genitori, veramente non sapete che vi perdete!
I vostri figli, quando non li fotografate in assurde pose da bulli o da mini ninfette, quando non li raccontate e li buttate su Facebook, quando non devono far vedere quanto sono bravi, quando non sono costretti a rompere i coglioni a mezzo mondo per attirare la vostra attenzione, quando cioè fanno semplicemente le loro cose, sono veramente uno spettacolo per gli occhi e per il cuore.

Ah, vero, ma io non ho figli, quindi non posso capire.

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