Missy di Barbara Burattini

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Non sono stata una di quelle bambine che desideravano un cane o un gatto. Avevo due sorelle più piccole, un padre dispotico, pieno di fobie ed una mamma che aveva già subito un danno dovuto alla perdita di un fulvo setter irlandese. Nel corso dell’infanzia un magico episodio vide protagonista una gattina che randagia entrò nel nostro giardino, proprio quando noi tre bambine, avevamo più bisogno di un’amorevole distrazione. Fine del mio rapporto con gli animali. Certo, sono circondata da familiari e amici le cui giornate sono scandite dalla generosa ed affettuosa presenza di quadrupedi pelosi. Mia cognata è attorniata soprattutto da gatti. Mio suocero ha raccolto, sul ciglio della strada, una cucciola di razze canine non meglio identificate, che ora è diventata la sua ombra. Nel menage della mia famiglia olandese fece irruzione, qualche anno fa, in modo rocambolesco: Missy, una maltesina; non un vero e proprio cane, piuttosto un peluche con un carico d’amore e devozione incommensurabili. Io cerco di viverli tutti con una certa imperturbabilità vista la mia indole incline alla nostalgia, cosi’ esposta alle intemperie dei distacchi e degli abbandoni. Mi trincero spesso dietro banalissime frasi fatte del tipo: “No noi un cane, no, sai non ci siamo mai in casa, starebbe sempre solo”… “I gatti poi, non li amo molto, troppo indipendenti”…
Ma non esiste corazza o medicamento che neutralizzi lo spasimo per la perdita di uno di questi esseri, così dediti all’amore incondizionato, capaci di intenerirti, di rendersi buffi, affettuosi, devoti…
BAU Missy.

SOLO TRE PAROLE

  • Gioia
  • Amicizia
  • Dolore
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