Archipelago di John Isaacs fino al 29 giugno Milano

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Vi segnaliamo con piacere la mostra ‘Archipelago – from a distance you look smaller but I know that you are there’, la prima personale dell’artista britannico John Isaacs, a cura di Pierre Yves Desaive. Aperta al pubblico fino a venerdì 29 giugno 2018 presso la Galleria Poggiali di Milano, la mostra è un progetto unico consistente in tre elementi: una scultura (in ceramica, gomma lacca, resina epossidica e foglia oro 23 carati), un neon e una fotografia, tutti realizzati appositamente per l’esposizione milanese. Parte integrante della YBA – Young British Art – agli esordi, e oggi collezionato da Charles Saatchi, Damien Hirst, Cindy Sherman e Jonas Burgert tra gli altri, John Isaacs (Lancaster, 1968), già impegnato in una mostra nella Galleria Poggiali di Pietrasanta durante l’estate 2017 – in questo mese di aprile è presente anche in una collettiva a Palazzo del Governatore di Parma, nonché alla terza edizione della celebre rassegna “Ngorongoro” a Berlino, della quale è uno degli iniziatori e curatori. Commissario per l’arte contemporanea al Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique a Bruxelles e presidente dei critici d’arte del Belgio, il curatore della mostra di Isaacs nella Galleria Poggiali di Milano Pierre Yves Desaive sottolinea come questo progetto risolva l’apparentemente impossibile necessità di conciliare i bisogni di un individuo rispetto all’onere schiacciante dell’umanità, e allude alle storiche e precarie interconnessioni delle nostre vite. Il lavoro di John Isaacs produce modalità alterate di percezione della storia, approcciando materiali che dichiarino il loro tempo, cosicché l’artista trasforma passato e novità in categorie ambigue. Per l’occasione sarà realizzato un catalogo della mostra che recherà il testo del curatore; la mostra sarà visibile tutti i giorni (domenica e lunedì esclusi) dalle 10 alle 13.30 e dalle 15 alle 19.30, fino a venerdì 29 giugno, con ingresso libero. La scultura in mostra ha la forma di una benna di una ruspa a grandezza naturale che ha però l’apparenza di un relitto, ed essenzialmente rappresenta un sistema di credenze generato dalla sua stessa immagine, quindi la pala sembra essere stata un oggetto di culto di una cultura lontana. Il neon (che reca la scritta if not now then when) coerentemente con questo atteggiamento che mette in collisione e contatto le categorie del passato e della novità, è una sorta di graffito in luce, il cui riferimento ad artisti come Merz e Nauman è esclusivamente riferibile al contenente. Infine la fotografia (intitolata a perfect soul) ha come soggetto la moglie e la figlia dell’artista e intende riportare la narrativa della famiglia, dell’amore, del ciclo delle generazioni, della maternità, del mito e del dipanarsi della vita.

per saperne di più

www.galleriapoggiali.com

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