‘Duro come il muro’ di Alessandro Bracaloni

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Sono duro come il muro, lo dico subito a scanso di equivoci, così nessuno potrà dirmi che non lo avevo avvertito. Dalle mie parti quando una persona fatica a capire o a interiorizzare certe cose (in particolare concetti o attività che riescono facili ai più) gli viene ‘simpaticamente’ detto “sei duro come il muro”. A volte capita gli venga anche detto “sei duro come le pigne di Buti”, essendo Buti una cittadina nella provincia di Pisa i cui pini, apparentemente, producono frutti dalla durezza prodigiosa. Sono anni che mi impegno ad imparare a suonare decentemente il basso elettrico ma faccio pochi, lenti, faticosi progressi. La cosa più interessante è che più vado avanti, più mi rendo conto della mia assoluta incapacità … Il mio insegnante (San Fabio da chiave di Basso) mi dice che è normale, che va bene così, ed io faccio finta di credergli perché non farlo ucciderebbe le mie aspirazioni di bassista, mentre io preferisco che, dopo una lenta agonia, e stremate dalla mia inettitudine le aspirazioni si suicidino da sole. Nonostante questo non mollo, il basso elettrico è il mio rifugio personale, il mio psichiatra … probabilmente il mio migliore amico. Come con tutti i buoni amici ci capita di bisticciare, ed io ho quasi sempre torto, ma lui è sempre lì che pazientemente attende io torni a più miti consigli, che riveda la mia posizione (spesso quella delle dita sulla tastiera …) e riprenda a lavorare seriamente. A questo punto i lettori, che per umana carità mi auguro siano pochi, si chiederanno il perché di questa insopportabile filippica. È presto detto, tutti abbiamo qualcosa che ci piace o piacerebbe fare ma, troppo spesso, permettiamo agli ostacoli di scoraggiarci, o ci fermiamo ancor prima di iniziare (un classico… “sono troppo vecchio per iniziare a fare questa cosa”). Questo è un grave errore, le nostre passioni nutrono il nostro spirito, perseguirle anche senza realizzarle ci eleva, ci rende migliori, più ricettivi verso le difficoltà degli altri e meno propensi ad essere intransigenti rispetto alle difficoltà incontrate da questi. Quindi più rispettosi dell’impegno e degli sforzi altrui (ancorché privi di risultati apprezzabili o tangibili). Ogni volta che avreste voglia di criticare o, peggio, deridere qualcuno che, nonostante il suo impegno, ottiene scarsi risultati in qualcosa che a voi riesce tanto facile, pensate a qualcosa che mette in difficoltà voi e, forse, invece di fare un commento superfluo avrete voglia di dire “dai, proviamo a farlo insieme”.

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