Ettore Sanna

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Sono nato a Barumini in provincia di Cagliari nel 1945. Dopo essermi diplomato in agraria, ho lavorato per il Ministero delle politiche agricole – ICQRF di Cagliari, fino al 2009 quando sono andato in pensione. Da qualche anno risiedo a Torre delle Stelle, incantevole località costiera della Sardegna meridionale, dove coltivo le mie passioni creative: la poesia, il teatro e la scultura. Sono un difensore strenuo della lingua sarda, che riconosco come mia prima lingua per educazione e per scelta nella variante campidanese, svelo nella produzione letteraria una particolare e ricercata padronanza dell’idioma dei miei avi di cui esalto, in poesia, non solo armonia e musicalità ma altresì ricchezza lessicale e sintattica nonché la bellezza delle figure retoriche. Dal 1996 sono sposato con Maria Bonaria Lai che mi affianca come coautrice, traduttrice o curatrice della mia produzione letteraria, nonché disegnatrice delle opere scultoree. L’11 maggio 2018 ho presentato insieme a Maria il volume ‘Fueddendi a sa luna’ (Parlando alla luna), in un recital presso la Biblioteca Storica Nazionale dell’Agricoltura di Roma. Si tratta di una raccolta di versi del 2014 formata da composizioni in sardo campidanese prevalentemente in rima e con a fronte la traduzione in italiano ed è uscita a poco più di vent’anni dall’esordio con ‘Froris de bentu’ (Fiori di vento, 1993). La mia opera prima (in lingua sarda campidanese con traduzione in italiano a fronte) ha ottenuto successo di pubblico e di critica, non solo nell’isola, ed è favorito dai recital e dagli incontri con i circoli degli emigrati sardi nella penisola ed in diversi paesi europei. Nel 1995 ho ottenuto un prestigioso riconoscimento a livello nazionale con l’attribuzione del Premio Medusa Aurea da parte dell’Accademia Internazionale di Arti Moderne di Roma. Nel 1997 ho iniziato a collaborare con le Edizioni Aipsa che curano la ristampa di Froris de Bentu ed inaugurano con tale opera la sezione ‘Le Rime’ della collana Riquadri che l’anno dopo ospiteranno anche ‘Sa folla e su bentu’ (La foglia e il vento), la mia seconda raccolta di rime. ‘Deu sciu unu contu’ (Io so una storia) rappresenta la mia prima opera in prosa ed è stata data alle stampe nel 2000 con le Edizioni Aipsa. Coautrice mia moglie Maria, mentre le oltre 30 illustrazioni che la impreziosiscono sono della disegnatrice ed amica Manuela Spiga. Per quanto riguarda le mie opere scultoree, una volta abbandonato l’iniziale interesse per il lavoro di sgorbia su legno di noce (pregevoli tra i tanti un Barzolu – ossia culla – e diverse cassepanche), da decenni prediligo in assoluto scolpire la pietra (soprattutto l’arenaria sarda ed i ciottoli raccolti nei terreni incolti) usando esclusivamente scalpelli e ‘massetta’. Soggetti preferiti rosoni, animaletti e fondali marini ultimamente arricchiti di brillanti colori e di gusto naif. Nel campo del volontariato mi ricordo di quando mio padre era ricoverato all’oncologico di Cagliari, nei momenti in cui dormiva e non dovevo assisterlo, io facevo il barbiere. Tagliavo la barba a quei poveri pazienti, che mi dicevano “quanto le devo?” ma io rispondevo “poi faremo un conto unico” e loro non hanno mai dovuto pagarmi perché dopo un paio di giorni non c’erano più…

SOLO TRE DOMANDE

  • Mi de­scri­vo con solo tre ag­get­ti­vi
    • Paziente
    • Fedele
    • Speranzoso
  • Il solo even­to che mi ha cam­bia­to la vita
    • Maria.
  • Solo un link so­cial­men­te uti­le

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