Ringraziamenti

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Per una volta vorrei sovvertire l’ordine delle cose, normalmente si ringrazia al termine di un avvenimento che si è vissuto, invece io vorrei ringraziare tutto e tutti appena dopo questa mia prima settimana a Milano.
La fortuna vuole (ma è davvero la fortuna a volere qualcosa?!?) che questa cittá sia abitata da tante persone che conosco, alle quali sono affezionatissima, che mi hanno accolta a braccia aperte. L’ordine, puramente casuale dei ringraziamenti, è il seguente:
– Zivaghina che come primo appuntamento non mi propone nulla di museale, se non la condivisione di una quotidianità, raccontata per anni, attraverso telefonate che iniziano sempre con un: ma questa è telepatia, stavo per chiamarti. E mai frase fu più sincera. Mi porta, quindi, fuori dalla scuola del Puffogigante, che mi omaggia di una gioia piena di vaghi di riso bianco e fanciullesco, ed un tenero abbraccio; tappa da Tiger e, naturalmente, un salto in una libreria che avremmo saccheggiato volentieri se non fosse per il suono, che echeggia nelle nostre orecchie, della volante della polizia che ci insegue per spaccio di carta di credito senza fondi!
– Luca, con gli straordinari eventi ai quali ci invita, è il sorpreso e felice destinatario di un capolavoro (me lo dico da sola!) di t-shirt.
– La “Fissa” che nonostante l’ostacolo di stampelle e tutore, ci accoglie sorridente, presentandoci a tutti gli altri amici, pregiandosi della nostra presenza a Milano.
– Giulietta, che alla vigilia di una giornata particolare per il mio consorte, arriva con la sua innata nuance, suggestiva come la luna, elargendo suggerimenti, così preziosi e rassicuranti da rasserenare, in un istante anche il più inquieto degli animi.
– Gloria e Riccardo, con la genitorialità che li contraddistingue, accudiscono ai nostri bisogni a 360 gradi.
– Sandra, con l’ospitalità che non conosce estraneità, non preda della geografia dei chilometri che ci separano, ma matrice di un lessico familiare che va oltre la condivisione di spazio e di tempo.
– Euge, Bat e la rossa Patti che per copia di un tubo non siamo ancora riusciti a stritolare di baci, ma ci hanno già supportati nel risolvere una magagna con una persiana alta come Gulliver.
– Lucettina, che non ho ancora visto, ma che mi irraggia dalla prima notte di nozze.
– Milano, per avermi accolta con giornate di cielo sereno, sole caldo, venticello, pioggia che si interrompe appena metto il naso fuori, marciapiedi ampi, tram diligenti; così adeguata al presente supplisce alla nostalgia di amorose stratigrafie.
E, non è finita qui, sono certa che al termine di questi mesi milanesi, la mia gratitudine sarà immensa, come l’amore.

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