Social Street

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Quando il virtuale diventa reale, ovvero il fenomeno dei Social Street, in costante crescita sia in Italia che all’estero, con oltre 350 gruppi nati in un anno. Un vero e proprio movimento all’insegna della socializzazione, dell’aiuto reciproco, della condivisione nell’ambito della propria strada di residenza, ci si incontra per instaurare un legame, scambiarsi professionalità, conoscenze, portare avanti progetti collettivi di interesse comune e trarre quindi tutti i benefici derivanti da una maggiore interazione sociale. Tutto questo viene realizzato a costo zero dal momento che non vengono creati nuovi siti o piattaforme ma si utilizza la creazione dei gruppi chiusi di Facebook. Il Social Network crea il Social Street, le persone escono in strada, si incontrano e collaborano insieme per migliorare la loro vita sociale ma anche il territorio che li circonda.
Una realtà che si propone come una possibile soluzione per contrastare l’impoverimento dei rapporti sociali e che si sta diffondendo in tutto il mondo.
Come viene sottolineato nel sito ufficiale, ‘le principali caratteristiche che ne hanno probabilmente marcato il successo, (per lo meno i termini quantitativi – visto il numero crescente di Social Street in ambito nazionale ed internazionale) sono rappresentate da:
Facebook: utilizzo di un social network quale FB di largo e gratuito utilizzo. Utilizzo non fine a se stesso di FB ma quale facilitatore del passaggio dal virtuale al reale.
Territorialità: la decisione di limitare i singoli gruppi FB ad un territorio circoscritto e a dimensioni ridotte.
Gratuità: a livello degli scambi interni (esclusione il do ut des) sia a livello di macro struttura essendo Social Street un modello ‘assolutamente libero’.
Non struttura: ogni singolo gruppo può agire come meglio crede per riattivare i rapporti sociali tenendo conto delle peculiarità del proprio territorio.
Inclusione: importante la scelta di concentrarsi su tutto quanto unisce le persone (escludendo ciò che divide), di essere propositivi anche di fronte alle critiche più dure, non accettare l’essere contro senza l’essere costruttivi, l’esclusione di linguaggi non accettabili da tutti i componenti del gruppo.
Utilizzo di un territorio specifico definito come elemento aggregante ha comportato anche la destrutturazione di tutte le altre categorie in cui le persone si riconoscevano dividendosi per gruppi di appartenenza (classi sociali, interessi, età, appartenenze politiche, provenienza)
Il fatto che comunque sin dall’inizio si sia completamente escluso qualsiasi aspetto economico e giuridico, si è rivelato l’aspetto innovativo che ha caratterizzato questa esperienza differenziandola in maniera marcata da tutte le altre esperienze strutturate (associazioni, comitati, ecc) e l’aver proseguito su questa strada ha ulteriormente attirato l’interesse generale delle persone’.

Per saperne di più

http://www.socialstreet.it

Solo qualche immagine

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