Mariano Anagni

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Abbiamo incontrato Mariano Anagni alla prima di ‘Fedra’ (Teatro Sala Uno a Roma, fino al 29 ottobre) la tragedia di Seneca da lui messa in scena con una indicibile fedeltà al testo e alle intenzioni del drammaturgo latino; con un gusto per il macabro, per il sangue, un compiacimento nel mostrare le passioni che ci trascinano alla morte. La ‘sua’ Fedra vive una lotta, già persa in partenza, tra la travolgente passione amorosa e il tentativo di nasconderla, preservando il proprio onore dal cadere davanti alla forza dell’amore insano. Le parole estrapolate dal primo dialogo che hanno Fedra e la nutrice ci fanno molto riflettere: “Quando il benessere è troppo e si nuota nell’opulenza, nasce la cupidigia del nuovo. È allora che si insinua la libidine, questa crudele compagna della fortuna. Il solito cibo, una casa giusta e modesta, un comune boccale non bastano più. Nelle famiglie degli umili, perché si insinua di rado questa luce che sceglie invece le case altolocate? Perché sotto umile tetto vive casto l’amore, perché la gente modesta ha desideri sani, e sa frenarli? Perché ricchi e potenti bramano invece più di quel che è lecito? Chi troppo può, vuol potere quello che non si può”. Fedra è interpretata da una bravissima Marina Biondi, accompagnata da un altrettanto bravo Patrizio Cigliano nella parte di Teseo, Marina Zanchi è la nutrice e Gabriele Anagni Ippolito.

Ecco le risposte di Mariano Anagni alle nostre tre domande:

  • Come ti descriveresti utilizzando solo qualche aggettivo?
    • Sereno, speranzoso, lucido.
  • Qual è l’evento che ti ha cambiato la vita?
    • La morte di mia sorella.
  • Puoi segnalarci uno o più link socialmente utili?
    • Non sono un grande fruitore della rete o dei social media; ma sono socio di Amnesty International, quindi direi https://www.amnesty.it/

PER SAPERNE DI PIÙ SU mariano anagni

https://www.facebook.com/teatrosalauno/

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