Enrico Vanzina

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Enrico Vanzina nasce a Roma il 26 marzo 1949, è sceneggiatore e produttore; fratello maggiore di Carlo, con il quale a metà degli anni settanta inizia la ‘combutta’ cinematografica, e figlio di Steno (Stefano Vanzina, 1915-1988). Impossibile condensare la sua biografia in poche righe. Diremo che da ragazzo avrebbe voluto fare lo scrittore. E ci è riuscito, pubblicando diversi romanzi: Colazione da Bulgari (Salerno Editrice), La vita è buffa (Gremese), Le finte bionde e Una famiglia italiana (Mondadori), Commedia all’italiana, Il gigante sfregiato e Il mistero del rubino birmano (Newton Compton). Amante dell’arte, della pittura. Molto romanista, ma con eleganza. Autore di una rubrica sportiva per Il Messaggero: ‘Che ci faccio io qui’. Cinematograficamente ha un desiderio: “Mi piacerebbe fare un ritratto corale dell’Italia. Un film senza soggetto che racconti il Paese nell’arco di una giornata”. Abbiamo incontrato Enrico Vanzina alla presentazione di ‘Caccia al Tesoro’, dal 23 novembre nelle sale italiane. Ecco una dichiarazione sul film: “è un omaggio che, come autori di commedia da tempo osservatori di questo Paese, io e mio fratello Carlo abbiamo dedicato alla città di Napoli non per quello che è ma per quello che rappresenta come patria di un filone dell’umorismo e del cinema popolare, che per tanti anni sono stati iniettati nelle vene del glorioso genere della commedia all’italiana”. Enrico ha risposto alle nostre tre domande e almeno uno degli aggettivi lo possiamo decisamente confermare: è gentile nei modi e nell’animo.

Ecco le risposte di Enrico Vanzina alle nostre tre domande:

  • Come descriveresti te stesso utilizzando solo qualche aggettivo?
    • Anticonformista, gentile e un po’ superficiale su alcune cose.
  • Qual è l’evento che ti ha cambiato la vita?
    • Conoscere mia moglie.
  • Puoi segnalarci uno o più link socialmente utili?

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