Il Premio di Barbara Burattini

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"Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo." Inizia così Anna Karenina ed io, umilmente, concordo con Tolstoj e probabilmente anche Alessandro Gassmann. Nella commedia della vita, puoi essere il figlio del grande Vittorio o, semplicemente il figlio di un Vittorio qualsiasi e magari non meno grande dell'indimenticato mattatore; ma se ti ritrovi a fare un lungo viaggio in macchina con tuo padre, con soste dedicate ai ricordi, alla malinconia o alla scoperta di nuove cose, non puoi non divertirti. Non puoi non riflettere. Non puoi che crescere e maturare. Se poi il tuo viaggio è condiviso con sorelle, fratelli, mezze sorelle o mezzi fratelli, diventa ancora più avvincente...
Certo non è sempre possibile concretizzare una simile esperienza, non a tutti è data la possibilità, il tempo o l'occasione di intraprendere un lungo viaggio con il proprio genitore; ma dovremmo riuscire a trasformare anche i momenti ordinari nell'avventura del conoscersi, del dirsi, del raccontarsi. I brevi tragitti, la quotidianità, le colazioni, i pranzi o le cene, ridere, sorridere, commuoversi.
E poi la musica. Ci vuole una colonna sonora adatta per il viaggio. E non deve essere niente di troppo aulico o ricercato. Anzi, tutt'altro. Meglio se si tratta di canzoni cantate a squarciagola ai semafori, ascoltate alla radio, o scaricate dal tubo; sono un bagaglio fondamentale.
Il bagaglio dei ricordi.
Ma anche la valigia per quel che sarà.
Per ciò che diventeremo.
Per il premio che andremo a ritirare.
Viaggiando.
Insieme.

SOLO TRE PAROLE

  • Comunicare
  • Conoscersi
  • Premiarsi
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