L'Attesa di Barbara Burattini

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A volte mi capita che anche nei momenti di gioia prorompente, commozione totale e coinvolgimento assoluto, mi entrino nell'ingranaggio del pensiero, accomodandosi
silenti, dei vocaboli. Questa volta è toccato alla parola "attesa". È stata pronunciata da Luca, qualche giorno fa, durante il discorso che ha tenuto, in veste di officiante, alla cerimonia per le nozze di due carissimi amici, Eugenia e Stefano. Nell'immediato ne ho apprezzato il valore nel suo insieme, era magistralmente assemblata, in quel capolavoro di discorso; ma al mattino eccola puntuale tornarmi alla mente, richiedendo attenzione. Attesa. Una dottrina da rivalutare, in un'epoca in cui tutto arriva veloce e velocemente se ne va. A pensarla e a ripensarla mi evoca solo immagini positive, anche se sono certa che ce ne siano di meno romantiche delle mamme in attesa di dare alla luce un bambino, di bambini in attesa dell'arrivo di babbo Natale, di famiglie in attesa dei ricongiungimenti che le festività concedono; ma credo che tutto ciò sia da addurre all'atmosfera che pervade questi giorni! Poi ho cercato il significato sul vocabolario e sono incappata, tra le altre, in questa che trovo sia romanticissima come definizione, nonostante l'attinenza alla statistica: è detta condizionata l'attesa di una variabile casuale se essa è precisabile soltanto specificando il valore di un'altra variabile casuale.

SOLO TRE PAROLE

  • Amici
  • Attesa
  • Rock and Roll
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