καλὸς κἀγαθός di Eugenia Celata

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Io sono una creatrice di miti e sono bravissima. I miei miti sono belliebuoni, proprio come vuole l'archetipo greco. Quando un "personaggio" - non importa quanto famoso - assurge a ruolo di "mio mito personale", assume sembianze quasi divine, acquisisce virtù etiche e morali incontestabili. Il "mio mito personale" entra a far parte della mia quotidianità, diventa metro di paragone per formulare miei personalissimi giudizi nell'ambito in cui il "mio mito personale" opera. Fino a qualche tempo fa, credevo fosse una follia tutta personale; invece ho scoperto di essere capace di trasmetterla osmoticamente anche a mio figlio Vincenzo di 11 anni. E così, una sera, ci siamo ritrovati entrambi con le palpitazioni per aver incontrato, ascoltato ed abbracciato una cantante dalla voce stupefacente - che, probabilmente, conosciamo io, lui e qualcun'altro al mondo - come se avessimo conosciuto ed abbracciato Barack Obama. Quella sera, le lacrime hanno rigato il mio viso per la commozione e l'incredulità di star lì a vederla dal vivo, esibirsi in quei suoi meravigliosi vocalizzi che tante volte avevo ascoltato da casa in video e, per la prima volta, Vincenzo non mi ha presa in giro - come fa sempre quando mi commuovo - e questo perché anche lui era emozionato come me. Potrà apparire fanciullesca la mia strana dote e, sicuramente, lo è, ma, proprio perché fanciullesca, è per me fonte continua di felicità, emozione e rinascita. E' per questo che, quando ho scoperto di averla trasmessa a mio figlio, mi sono un po' commossa.

SOLO TRE PAROLE

  • Miti
  • Emozioni
  • Cyrille Aimèe

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