Il pensierino della domenica 12 di Frankie

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Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più. Una canzone che può piacere o no, una canzone scelta per chiudere la recita della prima elementare di uno dei miei figli. Una canzone che mi ha fatto riflettere perché mi rappresenta forse più di tante altre. Da piccola se invitavi qualcuno all’ultimo momento a casa non è che si facessero salti di gioia, non per inospitalità, ma perché non si era preparato niente di speciale. Da grande ho spalancato le porte, anche se non c’era niente di preparato, niente di pronto, niente di speciale, perché accogliere qualcuno a casa è speciale di per sé. Anzi, di solito le visite inaspettate sono le più belle. Ma sull’inaspettato e sull’imprevisto lo sapete già come la penso… Fosse per me starei sempre con la casa piena di gente, amici miei, parenti, amici dei figli, piccoli, grandi, accompagnati da altri amici a quattro zampe. Aprire e aprirsi, conversare, ridere, cantare, anche ballare, mettere tutto in disordine, ragazzini che tirano fuori la scatola dei travestimenti, parrucche di tutti i colori, chitarre da accordare e sempre senza una corda, musica dentro e fuori. Alla fine poi il mangiare e lo stare insieme si trasforma in una festa improvvisata. E, fidatevi, si può fare anche con una casa piccola piccola…

SOLO TRE PAROLE

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