Nome di Donna

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‘Nome di Donna’, diretto da Marco Tullio Giordana e interpretato da Cristiana Capotondi, Valerio Binasco, Stefano Scandaletti, Michela Cescon, Bebo Storti, Laura Marinoni, Anita Kravos, Stefania Monaco, Renato Sarti, Patrizia Punzo, Patrizia Piccinini con la partecipazione di Vanessa Scalera, Linda Carini e Adriana Asti, narra l’appassionata battaglia della protagonista Nina (Cristiana Capotondi) per far valere i propri diritti e soprattutto la propria dignità. Una battaglia resa ancora più difficile dall’omertà e dall’ostilità che le viene riservata dalle sue colleghe, vittime come e anche più di lei dei soprusi ma compiacenti e complici. Il capo che chiede favori sessuali in cambio di aiuto economico o lavorativo è una realtà che tutti conosciamo ma che nessuno finora aveva portato sul grande schermo con tanta delicatezza. Marco Tullio Giordana, già apprezzato con ‘La Meglio Gioventù’, ‘I Cento Passi’ e ‘Lea’, dichiara a proposito di ‘Nome di Donna’: “Questo film parla delle molestie sul luogo di lavoro, tema balzato di recente agli onori della cronaca ma nascosto per anni sotto il tappeto. Non è un film di ‘denuncia’, l’ultima cosa al mondo che m’importa è fare il moralista. Il film indaga più che sul ‘fatto’, sul sasso lanciato nello stagno, sulle conseguenze che ne derivano, sui cerchi che si allargano fino a lambire sponde anche molto lontane. Una di queste è l’ostilità che immediatamente avvolge la vittima, l’insinuazione che ‘se la sia cercata’, la solitudine in cui si trova chi non intende sottostare. Un film che racconta l’omertà, la compiacenza, il disonore generale e il coraggio invece di una giovane donna che sfida tutto questo e si ribella dimostrandosi più forte del luogo comune”. Cristiana Mainardi, co-sceneggiatrice del film insieme a Giordana, dice che il tema centrale è la lotta quotidiana delle donne per la loro indipendenza, nel lavoro e nella vita. Non è un film sulla violenza fisica ma incentrato sulla sfera psicologica, che ci fa riflettere sull’abuso del potere e sulle conseguenze che ne derivano. Non a caso l’uscita nelle sale è prevista per l’8 marzo, la Giornata Internazionale delle Donne e alla proiezione riservata alla stampa era presente Lalla Palladino, presidente della Rete nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re – Donne in rete contro la violenza, che ci ha gentilmente suggerito i tre aggettivi per descrivere il film.

SOLO TRE AGGETTIVI

  • Equilibrato
  • Positivo
  • Realistico

SOLO IL POSTER

solo la clip ‘Tra dubbi e speranze’

solo la clip ‘questo è un lavoro importante per me’

solo la clip ‘un’amicizia inaspettata’

solo la clip ‘backstage 1’

solo la clip ‘backstage 2’

solo il trailer ufficiale

solo qualche immagine

per seguire il film su facebook

https://www.facebook.com/NomeDiDonna/

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