Papà di Barbara Burattini

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Ho perso mio padre a gennaio di due anni fa e la sua morte ha riempito il vuoto che aveva lasciato in vita, nel mio cuore. Non è stato un uomo semplice, un padre facile. Da bambina addossavo a lui tutte le responsabilità. Da adulta ho capito che le colpe non erano tutte e solo sue; ma questo non mi ha comunque consentito di abbassare la guardia rispetto al legame che ostinatamente cercavo di non avere con lui, rimasto, fino alla fine, distaccatamente difensivo. Ora che non c’è più, sempre più spesso, ritrovo i suoi gesti, mi tornano le frasi, riaffiorano i momenti. Lo vedo tra la folla, che guida una macchina, che mangia un supplì.
Di lui mi rimane il fiero attaccamento alla nostra città, la curiosità per l’arte, la passione per il cinema, il tifo per la Roma. Suo il colore degli occhi che rendono unica la mia adorata nipote. Sua la mia generosità. Mentre l’eleganza, il gusto e lo charme sono delle mie due amate sorelle. Sua la mia capacità di stabilire legami e rapporti con tutti. Sua la mia onestà. Mia l’incapacità di assolverlo. In questa giornata che li festeggia, un augurio ai figli, soprattutto a quelli adulti, che abbiate il desiderio di perdonare i vostri padri.

SOLO TRE PAROLE

  • Padri
  • Figli
  • Desideri
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