La Profezia dell’Armadillo

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‘La Profezia dell’Armadillo’, esordio al lungometraggio di Emanuele Scaringi, è tratto dall’omonima graphic novel di Michele Rech, in arte Zerocalcare, uscita nel 2011 e diventata subito bestseller. Prodotto da Domenico Procacci (una produzione Fandango con Rai Cinema) e distribuito da Fandango, è interpretato da Simone Liberati, Pietro Castellitto, Laura Morante, Valerio Aprea, Claudia Pandolfi, Kasia Smutniak, Diana del Bufalo, Vincent Candela, Adriano Panatta, Samuele Biscossi, Valerio Ardovino, Sofia Staderini, Gianluca Gobbi e Teco Celio. Il protagonista Zero (Simone Liberati) ha ventisette anni, è un disegnatore senza posto fisso che vive di lavoretti e vive in un quartiere periferico di Roma, a Rebibbia, nella Tiburtina Valley. La sua vita scorre monotona tra giornate spese a bordo dei mezzi pubblici attraversando mezza Roma per raggiungere i vari posti di lavoro e le visite alla mamma (Laura Morante). Ha un amico immaginario, una specie di grillo parlante – coscienza critica impersonato da un Armadillo in carne e ossa (Valerio Aprea), e un amico d’infanzia con cui condivide le disavventure quotidiane, Secco (Pietro Castellitto). La notizia della morte di Camille (Diana del Bufalo), compagna di scuola e amore adolescenziale mai dichiarato, lo costringe a fare i conti con la vita e ad affrontare, con il suo spirito dissacrante, l’incomunicabilità, i dubbi e la mancanza di certezze della sua generazione di “tagliati fuori”. Un film attesissimo da tutti gli appassionati di Zerocalcare che rappresenta un’occasione per chi non lo conosce e per riflettere su tematiche importanti. La precarietà, l’incertezza e il senso di non appartenenza dei trentenni di oggi non riguardano solo la loro generazione, ma sono purtroppo comuni a tante persone. Nella società odierna spesso è difficile trovare il proprio posto, rapportarsi alla vita e agli altri, smettere di vivere in una sorta di limbo privo di punti di riferimento. ‘La Profezia dell’Armadillo’ offre diverse chiavi di lettura, attraverso immagini inusuali e dialoghi tutt’altro che noiosi ci mostra una periferia dove vivono le persone normali, dove manca tutto ma non serve niente e ci fa conoscere, come dice il regista, “una metropoli del mondo dove le classi sociali si mescolano”.

solo tre aggettivi

  • Vero
  • Attuale
  • Generazionale

solo tante immagini

 

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