Daniela Aronica

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Daniela Aronica (Pavia, 1962), giornalista e docente presso l’Universitat de Barcelona, è membro del Col·legi de Periodistes de Catalunya e della Asociación Española de Historiadores del Cine (AEHC). Dal 2000 dirige il Centro Studi sul Cinema Italiano (CSCI) con sede a Barcellona. Nel 2005 crea la rivista annuale di cinema italiano ‘Quaderni del CSCI’, di cui è direttrice, e – dal 2007 – anche editrice. È stata tra gli organizzatori della Mostra de Cinema Italià de Barcelona (2012-2017). Attualmente dirige il progetto ‘Immagini per la Memoria. Iconografia fascista e guerra civile spagnola (2016-2019)’, nella cui cornice si iscrivono la mostra fotografica ‘Fu la Spagna! Lo sguardo fascista sulla guerra civile spagnola’ e la rassegna ‘I documentari dell’Italia fascista sulla guerra civile spagnola (1936-1939)’. Sempre nell’ambito del progetto, in occasione dell’80° anniversario del bombardamento strategico dell’Aviazione Legionaria delle Baleari su Barcellona, ha curato la video installazione artistica di mapping, luce e suono ‘L’arbre de la Memòria’ di Xavi Bové. Tra le sue pubblicazioni in volume: ‘Pedro Almodóvar’, ‘El Neorrealismo italiano’, ‘La Guerra Civil Española en la propaganda fascista. Noticiarios y documentales (1936-1943)’ con cui ha vinto il Premio Centre d’investigacions Film-Història 2017. In riconoscimento alla sua attività professionale, nel 2006 è insignita con l’onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana con il grado di Cavaliere. L’abbiamo incontrata alla presentazione della mostra di cui è curatrice insieme ad Andrea Di Michele ‘Fu la Spagna! – Lo sguardo fascista sulla guerra civile spagnola’, in corso a Roma presso il Teatro dei Dioscuri al Quirinale dal 5 ottobre al 18 novembre 2018. Organizzata da Istituto Luce-Cinecittà e Centro di Studi sul Cinema Italiano (Barcellona), è una produzione Museu d’Història de Catalunya (Barcellona), la grande mostra fotografica racconta uno degli eventi che hanno segnato per sempre le sorti dell’Europa, coinvolgendo uomini, donne, soldati, volontari accorsi da nazioni differenti. Lo scontro tra le forze che sostennero il legittimo Governo repubblicano, da un lato, e i golpisti con i loro alleati nazi-fascisti dall’altro: come si racconta una guerra, come si glorifica una vittoria, come si infanga un nemico. La grande macchina della propaganda di regime e della comunicazione politica rivelata nei suoi meccanismi segreti. In 300 fotografie – straordinari scatti degli inviati dell’Istituto Luce, foto personali dei legionari combattenti e immagini conservate negli archivi delle istituzioni politiche e militari, con documenti dettagliati e un coinvolgente percorso narrativo – la Grande Storia è raccontata nel momento in cui avviene, come in un grande reportage, insieme alla storia personale degli uomini e donne che l’hanno vissuta. A questo proposito Daniela ci spiega che: “Siamo in un momento in cui lo scontro tra opposti punti di vista, fiducia e sfiducia nei mezzi di comunicazione, notizie non verificate ma intanto lanciate e poi raramente smentite se false, fake news, notizie costruite ad arte sono all’ordine del giorno. Analizzare un fatto storico accaduto 80 anni fa, vederlo in prospettiva storica, esaminare i meccanismi della propaganda in atto in un contesto reale, anche se passato, certamente può aiutarci a capire il presente, ad essere più smaliziati, a risalire alle fonti per verificarne l’affidabilità. Questa mostra si basa fondamentalmente sulla ricerca d’archivio: le fonti primarie sono state cercate, trovate, studiate, esaminate, analizzate, messe a confronto. Ora, senza pretendere che per ogni cosa si faccia questo tipo di lavoro, che richiede anni e pazienza, rilanciare senza filtri e senza verifiche qualunque notizia appaia su un social, per poi scoprire mezzo secondo dopo, o non scoprirlo mai, che era falsa, è un fatto veramente pericoloso. La moltiplicazione orizzontale della comunicazione ha moltissimi vantaggi, a condizione che la gente capisca e sappia che cosa sta leggendo per cogliere le eventuali manipolazioni, gli usi strumentali delle notizie. Questo è il punto su cui anche la mostra invita a interrogarsi e a riflettere”.

Ecco le risposte di Daniela Aronica alle nostre tre domande:

  • Come descriveresti te stessa utilizzando solo qualche aggettivo?
    • Appassionata, volitiva, tenace.
  • Qual è l’evento che ti ha cambiato la vita?
    • Il mio trasferimento in Spagna per amore.
  • Puoi segnalarci uno o più link socialmente utili?

PER SAPERNE DI PIÙ SU daniela aronica

https://www.facebook.com/centrodistudisulcinemaitaliano/

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