Papà lucertola e la farfalla di Paolo Tommasi

 -  - 

C’era una volta papà lucertola, che aveva tanti cuccioli e tre uova che ancora non si erano schiuse. Mamma lucertola non c’era più, era caduta nel fiume subito dopo aver deposto le uova e nessuno l’aveva più vista. Papà lucertola era molto triste, ma tutte le sue forze erano concentrate nella difesa dei suoi piccoli e delle sue uova dai predatori. Ragni, topi e uccelli aspettavano solo che papà lucertola si distraesse per intrufolarsi nella sua tana e mangiare i lucertolini. Un giorno, mentre faceva la guardia alle uova, pensò ad alta voce: “Se solo avessi le ali per trasformarmi in un  drago e spaventare tutti!”. Proprio in quel momento, una farfalla stava volando sulla testa di papà lucertola, in cerca di un bel fiore su cui andare a riposarsi un po’. “Povero papà lucertola” pensò la farfalla “dev’essere così stanco!”. E così andò a posarsi su una margherita proprio accanto alla tana dove erano custodite le uova e disse: “Ciao papà lucertola! Se vuoi posso prestarti le mie ali per un po’, così farai paura a tutti i tuoi nemici e i tuoi cuccioli saranno salvi! Le tue uova avranno il tempo per schiudersi e tu potrai riposarti”. “Grazie farfalla, davvero lo faresti?”. “Ma certo, tieni!”. E la farfalla si tolse le ali, posandole sulla schiena di papà lucertola, che adesso sembrava proprio un drago che faceva la guardia ad un castello! Quella notte, topi, ragni e uccelli tornarono alla tana per cercare di rubare le uova, ma videro l’ombra, proiettata dalla luna divertita, di un enorme drago corazzato che sbatteva le ali e fuggirono veloci come fulmini! Era papà lucertola che, grazie all’aiuto della notte e alla generosità della farfalla, era riuscito a spaventare tutti i predatori, che non tornarono mai più.