Giovanni Franci

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Giovanni Franci, regista e drammaturgo, è nato a Roma il 7 luglio 1982. Dall’esordio del 2003 con ‘Public#Toilet’ (Premio Fersen /Teatro Franco Parenti, Milano), per il teatro ha scritto e diretto ‘Trincee’ nel 2004, con cui ha vinto Premio Vallecorsi Teatro, seguito nel 2008 dallo spettacolo abusivo, ambientato a sorpresa sul tram n°8 di Roma ‘Io Lotto’. Nel 2009 ‘Certi Discorsi’, finalista Premio Patroni Griffi, al Teatro Eliseo, Roma e Palazzo Santa Chiara, Roma. L’anno seguente dirige ‘Zoo’, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Isabella Santacroce (Napoli Teatro Festival/Teatro Magnolfi, Prato/ Teatro Belli – Rassegna Garofano Verde, Roma). Nel 2011 ‘Essere: Horror dell’ Adolescenza’, nel 2012 ‘Questo Silenzio’ (Teatro Belli – Rassegna Garofano Verde, Roma), sempre nel 2012 Franca Valeri gli assegna il Premio SIAE alla Creatività al cinquantacinquesimo Festival dei Due Mondi di Spoleto come miglior autore emergente del teatro italiano. Nel 2013 ‘Mettiti nei miei panni’ (Todi Festival 2013) e nel 2015 ‘Matteo Diciannove Quattordici’ (Teatro Tordinona – Roma, Teatro Paisiello- Lecce, Cavallerizza Reale – Torino, Nuovo Teatro Sanità – Napoli). Nel 2017 è la volta di ‘L’Effetto che fa’, spettacolo liberamente ispirato al più spaventoso caso di cronaca nera avvenuto a Roma: il delitto Varani. (Off/Off Theatre di Roma). La Stampa Online lo inerisce primo in classifica per quanto riguarda gli spettacoli più belli andati in scena a Roma nel 2017. Lo stesso anno scrive Spoglia-Toy, diretto da Luciano Melchionna (Napoli Teatro Festival, Teatro Piccolo Eliseo, Roma). Apre la stagione 2018/2019 dell’Off/Off Theatre di Roma con lo spettacolo ‘Roma Caput Mundi’. Ha scritto, inoltre, sceneggiature per il cinema (per la regia di Rossella Izzo, Alex Infascelli, Giulio Manfredonia, Stefano Reali, Federico Moccia, Daniela Cursi Masella) e la televisione (Incantesimo 10).

Ecco le risposte di Giovanni Franci alle nostre tre domande:

  • Come descriveresti te stesso utilizzando solo qualche aggettivo?
    • Sognatore, solitario, idealista, silenzioso, romantico.

  • Qual è l’evento che ti ha cambiato la vita?
    • Sono tanti, la vita è in continua trasformazione. L’ultimo che mi viene in mente è stato l’incontro professionale e umano con l’attore Mauro Bronchi (recentemente scomparso e al quale ho dedicato il mio ultimo spettacolo). Un uomo poetico e passionale. Gentile in ogni sua manifestazione. E la gentilezza è diventata il più grande gesto rivoluzionario del nostro tempo.

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