Neroego di Nicola Chibbaro con Edoardo Zappulla dal 10 al 18 novembre Roma

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Vi segnaliamo una mostra, e soprattutto un’inaugurazione, da non perdere presso Sinestetica, in Viale Tirreno 70 a/b a Roma: sabato 10 novembre ‘Neroego’ del pittore Nicola Chibbaro, con i componimenti poetici di Edoardo Zappulla! Alle 19.00 di sabato 10 il vernissage ad ingresso libero con gli artisti, la mostra sarà aperta al pubblico fino al 18 novembre e l’allestimento sarà integrato dall’esposizione di alcuni componimenti poetici di Edoardo Zappulla, ispirati alle opere di Nicola Chibbaro esposte.
Ecco la descrizione dell’artista: “La mia personale indagine sul nero si divide in due punti: Il primo, come punto di partenza della mia ricerca, tende ad affrontare la tematica sul simbolismo negativo legato a questo colore / non colore tramite una serie di opere contraddistinte da una struttura compositiva costante. Il secondo punto come evoluzione del primo, tramite l’uso di toni molto scuri sfrutta la principale caratteristica dell’oscurità per mettere in penombra la figura principale che viene cosi ad assumere una posizione secondaria rispetto al contesto.
Gli altari del nero sono una serie di opere olio su tela con una composizione prevalentemente costante formata da tre altari di forma e dimensioni variabili per ogni dipinto ed una sfera nera posta leggermente più in alto dal centro. In queste opere ho voluto trasformare il nero da una semplice astrazione ad una vera e propria entità fisica, rilegandolo in un cerchio o sfera. La scelta della forma geometrica non è casuale, Nell’immaginario collettivo il nero è facilmente identificabile più ad una forma circolare che ad altre forme, questo per via dell’ovvia associazione ai buchi neri, con la loro capacità di assorbire al loro interno ogni cosa compresa la luce e di rendere il tempo immobile. Imprigionando qualcosa priva di forma come un colore in una figura geometrica ci ritroviamo inevitabilmente a confrontarci con esso, ad avvicinarci a lui, poiché non è più qualcosa d’immateriale e quindi irraggiungibile. Questa materializzazione fa sì che lo spettatore osservi il nero non in tutta la sua piena potenza espressiva, ma domato, innocuo, immobile in un concetto visivo comprensibile. Gli altari sono delle costruzioni di dimensioni mastodontiche situate molto in alto e di cui non si vede la fine, che rappresentano un simbolismo antecedente all’uomo. I suddetti altari sono inseriti in uno scenario primordiale, indefinito e privo di ogni forma di vita, poiché l’elemento umano ancora non ha fatto la sua comparsa. Questi totem sono la testimonianza di una sorta di venerazione e rispetto per un nero creatore e distruttore, una forza naturale necessaria per mantenere un equilibrio universale, ma che al contrario l’essere umano disprezzerà, demonizzandolo come la principale fonte delle sue paure.
Oscuro Vuoto. Se nella prima serie di opere ho circoscritto il nero dentro dei margini, in questa ho lasciato che fosse l’unico protagonista delle mie tele cercando di tirare fuori la sua natura più cruda. Come già scritto in precedenza la principale caratteristica dell’oscurità è di celare, velare e occultare. Questa peculiarità rende l’assenza di luce misteriosa e terrificante agli occhi dell’uomo, ci fa sentire smarriti e impotenti trovarci in un luogo completamente oscuro poiché in essa si potrebbe nascondere qualsiasi cosa, ma se riusciamo ad individuare anche solo un piccolo punto di riferimento che ci possa aiutare a comprendere tutto quell’oscuro vuoto, ci sentiamo immediatamente meno persi. Nella filosofia dello Yin e dello Yang, il bianco e il nero ,il vuoto e il pieno ed ogni altra sorta di elemento contrastante deve avere necessariamente un germe opposto per essere identificabile. Rappresentare il nero, e quindi il vuoto in modo assoluto in effetti non ci farebbe comprendere appieno tutta la sua potenza. Riallacciandomi a questa linea di pensiero ho deciso di strutturare questi lavori inserendo dei germi di materia in un contesto monocromatico. In questo modo lo spettatore si trova ad osservare solo alcuni pezzi di figure che emergono dall’oscurità, quel tanto che basta a dare i giusti punti di riferimento per far capire che cosa si ha di fronte, il resto dell’immagine è costruita interamente dal vuoto, che lascia spazio decisionale all’immaginazione dello spettatore”.
Di seguito qualche informazione sui protagonisti.
Nicola Chibbaro, nato a Roma l’11 novembre 1992 nel quartiere presentino, fin da bambino dimostra una spiccata tendenza verso il disegno e la pittura. Dopo aver seguito studi scientifici Si diploma nel 2011 e per un anno frequenta la Scuola Romana Fumetti. Nel 2014 decide di dedicarsi più seriamente alla carriera artistica iscrivendosi all’accademia di belle arti di Roma, laureandosi nel 2018 in Tecniche Pittoriche. Durante il suo percorso formativo in accademia scopre la cromatologia rimanendone affascinato, così Nicola comincia ad approfondire lo studio dei colori, la loro storia e l’influenza che hanno avuto ed hanno tuttora sulla psicologia umana. Il nero è il colore su cui Nicola si sofferma maggiormente, analizzandone ogni aspetto, scientifico, simbolico e storico, dedicandogli una vasta serie di opere.
Edoardo Zappulla nasce a Roma il 25 gennaio 1993. Segue il suo percorso di istruzione e formazione prima all’Anna Magnani fino alla 5 elementare, poi alla Scuola media Statale Cesare Piva fino alla terza media, subito dopo al liceo scientifico Nomentano fino al 5° superiore ed infine si laurea a Dicembre 2016 all’università La Sapienza di Roma nella laurea in Economia “Amministrazione Aziendale”. Nonostante una vita di studi scientifici, l’arte lo ha sempre accompagnato nella vita. Nelle più svariate forme. Si diletta nello studio di alcuni strumenti musicali durante la sua crescita tra elementari e superiori, senza approfondire, e successivamente anche al disegno. Nel 2015 comincia a scrivere quando il mondo reale e razionale non gli basta più per districare la realtà, trovando così nella poesia un ottimo mezzo per esprimersi. Poi, grazie alla fiducia dell’amico Nicola Chibbaro, capisce che vale la pena investire un po’ di più nelle sue capacità artistiche. Decide così di essere molto più consapevole nello scrivere e di farlo in modo continuativo. Da qui nasce la collaborazione per questa esposizione del 10/11/2018. “Sperando sia solo la prima esperienza comune, ripongo la mia fiducia in una continuativa fertilità creativa anche in futuro.”
Il bancone di Sinestetica sarà a vostra completa disposizione durante l’inaugurazione, con vino, cocktails, taglieri e sfizi d’ogni genere. Per l’occasione potrete gustare le creazioni di Aurelio, giovane mixologist romano che renderà omaggio alle opere di Chibbaro con cocktails rigorosamente neri.

per saperne di più

https://www.facebook.com/events/329433997612785/

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