Il pensierino della domenica 59 di Frankie

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È quasi Natale. E quelle che seguono sono parole abbastanza fuori dal coro. Vedo tutti (o almeno la maggior parte) che passano ore frenetiche a fare acquisti. A cercare regali. A fare la spesa per la cena della vigilia e il pranzo del 25. Lucette e alberi. Presepi. Iniziative di vario genere. Concerti natalizi. Babbi vestiti di rosso. Bambini eccitati per ciò che riceveranno. Il che mi lascia un po' perplessa da qualche anno. Non è questo il significato. Abbiamo tutti trasformato la celebrazione della nascita di Gesù in una festa all'insegna del consumismo. Globalmente. Non posso fare la fotocopia del pensierino di un anno fa ma ripeterò gli stessi auguri. Alle stesse persone. Perché sono quelle che li meritano di più. E perché forse a loro non ci pensa nessuno. Auguri a chi è solo. A chi sta male e a chi lo assiste. A chi non ha una casa. A chi vaga senza meta. A chi soffre. A chi sarà di turno negli ospedali. A chi lavorerà per gli altri. A chi ha perso la speranza. A chi si trova in difficoltà. A chi è stato privato della libertà e della pace. A chi non avrà vicino qualcuno che in passato c'era. A chi il Natale lo detesta. Ma soprattutto a chi non potrà stare con le persone che ama. Nel frattempo buona domenica prenatalizia a tutti.

SOLO TRE PAROLE 

  • Natale
  • Auguri
  • Riflessione
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