Il pensierino della domenica 62 di Frankie

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Si dice che non è importante come cadi ma come ti rialzi. E, aggiungo io, devi assolutamente rifare quello che stavi facendo al momento della caduta. Altrimenti ti blocchi. Non lo farai mai più se non lo rifai subito. Ovviamente mi riferisco a cadute non definitive, perché in quel caso c'è poco da fare. Non ti rialzi più. Ma la questione non è poi cosi semplice. Ci sono varie tipologie di cadute. Alla fine quello che veramente conta è la caduta o l'atterraggio? Voi ve lo ricordate il film 'L'Odio'? C'è un uomo che sta precipitando da un palazzo altissimo e ad ogni piano, mentre cade, ripete: "Fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene". Come a dire che che il problema non è tanto la caduta ma l'atterraggio. Per par condicio citerò Anastasio, la nuova rivelazione rap, che ha dichiarato "Il problema non è mica l'atterraggio, è la caduta". La vita è piena di cadute e atterraggi, in qualche modo poi ci si rialza. Più forti o più deboli? Non ho la risposta giusta. Perché non c'è. Ognuno di voi (noi) ha vissuto queste esperienze in modo diverso. Una sensazione che credo sia comune a tutti è l'attimo di completo spaesamento immediatamente successivo alla caduta. Tutto il resto dipende da un'infinità di variabili. Poi ci sarebbe da riflettere sul fatto che in inglese l'innamoramento viene definito 'fall in love', la cui traduzione letterale è 'cadere in amore', e lì chi si rialza? Ma questa è un'altra storia. Buona domenica.

SOLO TRE PAROLE 

  • Caduta
  • Atterraggio
  • Rialzamento

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