Joseph Pace

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Joseph Pace (nato il 18 novembre 1959) è pittore e scultore, insigne e conosciuto artista italiano. La coerenza e l’originalità del percorso artistico di Joseph Pace è ben sintetizzata da quanto scrive nel 2014 Mariastella Margozzi della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e direttrice del museo Boncompagni per le arti decorative della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma in occasione della mostra dell’artista L’Eva futura: "Pace è uno dei maggiori esponenti del filtranisme, la corrente artistica e filosofica neo esistenzialista che egli fonda a Parigi nella metà degli anni ’80. Le sue sono opere dal linguaggio ricercato ed estetizzante, realizzate con migliaia di pezzi di bigiotteria per lo più vintage, che l’artista recupera tra i residui della produzione industriale in ogni parte del mondo, realizzando così anche una sorta di ricerca nell'ambito della “archeologia industriale" applicata alla decorazione del corpo dei nostri tempi... Il suo lavoro si colloca in un percorso artistico e intellettuale attraverso cui l’artista reinterpreta le nostre più profonde realtà psichiche... Ispirato da fonti diverse quali la moda, la storia, la spiritualità, la musica elettronica e le arti decorative, l’artista utilizza tecniche diverse influenzato dall’iconografia della società di massa, dalla filosofia e dalla psicanalisi. I suoi lavori hanno preso parte a numerose mostre in musei e altre sedi espositive a Parigi, Marsiglia, Munich, Madrid, Barcellona, Sevilla, Sao Paulo, Brasilia, Jaguariuna, Roma, Milano, Firenze, Amalfi, Alessandria, Alba, Padova e Venezia". Sotto vari punti di vista, la sua linea di lavoro lo avvicina ad altri artisti come Gustave Klimt, Jasper Johns e Robert Rauschenberg, per arrivare al kitsch di Damien Hirst e di Jeff Koons, al decostruttivismo di Zaha Hadid e all’arte legata allo “scarto” di Alejandro Marmo. Come afferma il Santo Padre Francesco nel 2015 nel libro 'La mia idea di arte': "Questa società ha preso l'abitudine, dopo l'usa e getta delle cose, di usare e scartare anche le persone, così come butta via le loro illusioni e i loro sogni... Niente è perduto, niente è scartato, tutto ha un senso all'interno della magnifica opera di Dio. La misericordia di Dio non scarta. Questo è il ruolo del poeta, dell'artista: contrastare la cultura dello scarto ed evangelizzare". Recuperando vario materiale e riutilizzando residui della produzione industriale di gioielli di bigiotteria, assemblando questo sfavillante materiale di scarto, Joseph Pace intende, attraverso temi sacri e religiosi, trasformali in ‘produttori di speranza’ per risvegliare l’attenzione del distratto uomo d’oggi ai soli veri valori, quelli della spiritualità e della speranza. Eccezionale per il luogo e nei propositi la Mostra è a cura dell’IPH di São Paulo che ha curato le monografie di Pace in Brasile al Museu de Arte do Parlamento e al CRC de São Paulo (2010), all’Ambasciata d’Italia a Brasilia (2013), alla Câmara Municipal de Itapevi (2018). “Sacra sacrorum è praticamente un inno alla gioia, una poesia, e si ispira a alcuni passi della Genesi, la prima lettera d’amore di Dio all’uomo”, spiega Pace, che dal 2012 è ammirato delle autorità del Vaticano per le sue mostre al Museo Diocesano di Amalfi (2012) e alla Basilica del Pantheon di Roma (23 novembre 2018 – 13 gennaio 2019). “Il mio lavoro vuole essere un messaggio di identità e di spiritualità”, aggiunge Pace che ha esposto anche al Museo Boncompagni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (2014), al Museo Afro Brasil di São Paulo (2014), alla Biennale di Firenze (2015), al Museo Crocetti di Roma (2015). L'abbiamo incontrato in occasione della mostra "Sacra sacrorum" presso la Biblioteca Nazionale Storica dell'Agricoltura a Roma a marzo 2019 dove, oltre a rispondere alle nostre tre domande, ci ha raccontato di aver fatto volontariato presso l'Ospedale Sant'Andrea di Roma come assistente socio - psicologico per due anni. L'immagine di copertina ci è stata gentilmente concessa da Salvo D'Avila che ringraziamo.

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