Il pensierino della domenica 78 di Frankie

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La nostra vita è un insieme di tante azioni, alcune indispensabili, altre necessarie, molte superflue. Spesso diamo per scontati i gesti che svolgiamo quotidianamente. E all'improvviso, quando sorge un ostacolo che ci impedisce di fare ciò che fino al giorno prima era facile e naturale, ci ritroviamo spiazzati. Non mi riferisco a chissà che ma proprio a quelle azioni cui non diamo importanza e di cui non possiamo fare a meno (mangiare, bere, dormire, muoverci, lavarci). Ovviamente lo stato di privazione a cui mi riferisco non è definitivo ma temporaneo. Dalla durata più o meno lunga. Nelle privazioni che richiedono tempo ci sono momenti di estrema difficoltà in cui pensiamo che non ce la faremo, che è impossibile arrivare alla fine del percorso. Ma poi superiamo la prova e, se è vero che il corpo e la mente si abituano a (quasi tutto) per volontà propria o per cause di forza maggiore, è altrettanto vero che, una volta finita la privazione, rifare ciò che per un periodo non è stato possibile è un piacere misto a soddisfazione indescrivibile, molto simile alla felicità. Qualcosa che definisco 'gioia da privazione', dura un attimo ma rimane impressa nella memoria per sempre.

L'immagine della copertina è 'Rinascita' di Maria Cassatas Tufano.

SOLO TRE PAROLE

  • Privazione
  • Gioia
  • Percorso
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