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Le ragazze di primavera - capitolo 2 di Artemisia

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I due ragazzi si incamminarono per cercarla e cogliere l’occasione per salutarla, nulla, era come sparita... Fabrizio disse: è talmente piccola e sarà nascosta dietro un papavero o dietro una margherita, risero e continuarono a cercarla. In lontananza, appartata sotto l’ombra di una quercia secolare era seduta Marianna. Si avvicinarono con circospezione, la trovarono con il busto appoggiato al tronco del grande albero le mani dietro la nuca e con gli occhi chiusi le gambe stese e solo i piedi accavallati. Marianna stava in uno stato d’animo di completa beatitudine, il vento giocava con le foglie dell’albero proiettando sul suo corpo zone di luci e ombre, la sua fantasia aveva superato la chioma frondosa e vagava libera nell’immensità del cielo. I pensieri mai detti ora potevano essere espressi e anche urlati, sarebbero rimasti segreti e inviolati, uno di questi era che si sarebbe sposata solo e esclusivamente per e con amore. Il suo fine era accondiscendere alla volontà dei congiunti ma fare in modo che fossero i pretendenti a rifiutarla, in che modo? La sua tattica era di camuffarsi sotto ridicole acconciature e indossando le più piatte delle calzature. L’incontro con Fabrizio ebbe il risultato sperato, fu un successo. I due si fermarono a pochi passi da lei... lei impassibile, Carlo per annunciare la loro presenza si schiarì rumorosamente la voce, Marianna aprì gli occhi, li vide appoggiò le mani sul prato si alzò di scatto e volò,il tempestivo intervento dei due, le risparmiò una rovinosa e pericolosa caduta, la sorpresa inaspettata le aveva fatto dimenticare la posizione elle gambe e dei piedi. Marianna si riprese all’istante si riavviò i capelli e la gonna poi, ridendo sull’accaduto, l’invitò a dividere in sua compagnia l’ombra e la frescura di quel luogo.

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