Solo Parole

Parole in libertà - Non siamo sulla stessa barca

Non mi pace copiare, non mi piace citare un testo senza sapere chi l'ha scritto. Non mi piace perché non sarebbe farina del mio sacco. Però oggi ho avuto modo di leggere la cosa più interessante e intelligente sulla pandemia. Non potendo per i motivi sopracitati condividerla con voi, mi limiterò a dirvi a modo mio di cosa si tratta. Non siamo per niente tutti sulla stessa barca, siamo (solo) tutti in mezzo alla stessa tempesta. E ognuno reagisce come vuole. C'è chi esce e se ne infischia delle conseguenze, c'è chi fa il sacrificio di rimanere a casa. Ora in che tipo di casa? Facile stare in case comode, o ville, o appartamenti spaziosi. Molto meno farlo in monolocali con una sola finestra, o in seminterrati con finestre che non si possono aprire. Vai a capire se quello che esce esce 10 minuti per prendere aria o è solo incosciente. Poi c'è chi ottimizza il tempo e chi passa le ore a criticare. C'è chi si dà da fare e chi polemizza qualsiasi azione o parola. C'è chi soffre per la perdita dei cari o perché sta cercando di guarire, o soltanto di respirare. C'è chi invece soffre perché non può andare al salone di bellezza. Chi balla e canta mentre altri cercano di nascondersi dalla violenza dei conviventi. E potrei andare avanti all'infinito. Ci sono tante realtà diverse e altrettanti modi di affrontarle. No. Non siamo per niente sulla stessa barca. Ma forse c'è una frase che ci accomuna: "andrà tutto bene". E se non ci andrà saremo vissuti meglio sperandolo.