Solo Parole

Parole in libertà - Il supermercato

• Bookmarks: 1

Vi faccio una premessa esplicativa. Detesto i centri commerciali e detesto i supermercati (da sempre). Dopo qualche settimana di uscita settimanale per acquisto beni di prima necessità al negozietto più vicino e al mercato mi tocca il supermercato. Mi faccio forza e affronto la fila. Sei persone davanti. Al mio turno mi danno i guanti da mettere sopra agli altri guanti. Due bustine con la sagoma delle mani con sopra scritto che non vanno usati come buste. Ma va? Entro e devo prendere uno yogurt che sta dietro alla signora dipendente del supermercato che sta inserendo gli altri yogurt. Le chiedo se mi posso avvicinare. Lei mi dice di sì un po' sorpresa. E mi dice che nessuno fa così. Allora le auguro buona giornata (sono le nove e mezza di sabato mattina) e buon lavoro. Poi prendo cose che devono durare almeno per un mese. Alla cassa c'è una riga gialla. La cassiera mi dice che l'ho appena superata per mettere le mie cose sul nastro trasportatore (si chiama così? Boh) e io le chiedo scusa. Non sono pratica. È la mia prima volta al supermercato. Poi pago col contactless e lì forse mi rivaluta come essere umano dotato di intelletto. Comunque se tra un mese ho finito le scorte non ci torno al supermercato. È straniante. È alienante. Sì lo so. Al mercato e al negozietto si usano le stesse precauzioni. Però non so c'è un non so che di più congeniale a me. Mi scuso con tutti coloro che non hanno scelta. Io al supermercato non ci vado più. Preferisco stare a casa all'infinito. E mangiare pane e cipolle. Che piacciono pure ai figli. Farò il pane e comprerò cipolle. Rosse.