Solo Parole

Le ragazze di Primavera - capitolo 7 di Artemisia

• Bookmarks: 2

L’abito era di batista bianco, particolarmente delicato e voluminoso, aveva necessariamente bisogno di quattro braccia. Con mille cautele e attenzioni arrivarono davanti alla porta della stanza prescelta. Girarono la chiave ma la porta non si aprì, riprovarono, niente, alzarono e abbassarono la maniglia più di una volta, niente, era evidente che qualcuno l’aveva occupata e si era chiuso con il chiavistello all’interno. Da tanto frastuono, si udì dall’interno una voce femminile che implorava di aspettare qualche minuto e avrebbe aperto. La porta si aprì, comparve una signora non giovane molto particolare, indossava un cappello così buffo che solo un viso come il suo poteva portarlo e renderlo grazioso. Si presentò, era una vecchia amica dello zio e era passata a salutarlo, ma il caldo, la stanchezza e un feroce mal di piedi, forte della confidenza che esisteva tra i due, gli chiese il permesso di mettersi per pochi minuti in libertà e darsi una rinfrescata, l'altra ragione era conoscere Marianna, la nipote tanto decantata. Si scusò dell’imprevisto, vedendo la veste nuziale, capì l’intensione della giovane e così, si offrì di aiutarla, essendo reduce da una simile esperienza, il matrimonio della figlia. La particolarità di Gigliola, così era il suo nome, non passava inosservata, la mobilità dei suoi lineamenti e la scioltezza del suo corpo erano condizionati da spasmi muscolari improvvisi, incontrollabili. Gigliola ne era consapevole e donna intelligente qual era, combatteva questa grave invalidità con spirito critico ridendoci sopra come fossero dei pregi e non difetti. Non a caso questo suo atteggiamento, la portò ad essere moglie amata e madre di ben quattro figli. Marianna, dopo il primo sgomento, capì la situazione e colpita dal suo coraggio, simpatia e disponibilità, accettò di buon grado il suo aiuto. Il vestito di mamma Eleonora, scivolò sul corpo della figlia come un guanto, il corsetto, la creolina e la sottogonna, erano perfette. Uno spettacolo da mozzafiato! Finirono con l’acconciatura, la bordura del velo terminava con una centina impreziosita da ricami di piccoli e delicati mazzetti di fiori d’arancio. Non si poteva né pensare né immaginare un risultato del genere, una vera meraviglia, le tre donne ne gioirono e si abbracciarono, l’unica cosa da modificare era accorciare, anche se di poco la gonna, tutto il resto era perfetto. Scesero e cercarono lo zio, lo trovarono seduto in poltrona che le aspettava. Sapeva già dell’incontro della amica e della nipote e era curioso del risultato dati i personaggi. Clara si accomiatò salutando e sparì. Le due donne coinvolsero Gualtiero nei loro progetti, si era istaurato tra di loro un rapporto famigliare affettivo, data la palese intesa, non c’era dubbio che si erano piaciute e anche molto. Ognuna di loro si soprapponeva all’altra nel racconto e l’esternazione delle idee da realizzare in tempi brevi. La conversazione proseguiva animata e vivace, a un certo punto l’imprevisto! La gamba destra di Gigliola come una molla scatta in avanti con una velocità da saetta in direzione della caviglia dell’amico, segue un urlo bestiale!Gigliola, con uno scatto felino, con tutte e due le mani agguanta la gamba all’altezza della coscia e la riporta al suo posto. Con estrema disinvoltura ricordò, ridendo, che il suo povero adorato marito, aveva le gambe piene di lividi. Continuò, se tu non fossi uno dei miei migliori amici non avresti avuto questo privilegio. Tutti risero, un po’ meno l’infortunato.

2 recommended