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Le ragazze di primavera - capitolo 11 di Artemisia

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L’improvviso silenzio, solo la compagnia del frusciare del vento, il cinguettio degli uccelli, il rumore dell’infrangersi delle onde sulla spiaggia. I colori del tramonto si riflettevano su di loro, un’immagine surreale che induce l’animo a elevarsi verso il cielo ed proiettarsi nell’infinito. I due giovani rientrarono a casa, vedendo la tavola così invitante, si accorsero che avevano una gran fame, si sedettero, scoprirono tutto quello di buono nascosto sotto campane di maglia e di vimini, carne al ginepro e alloro, asparagi, carciofi, crostini dai vari sapori, arrosto di pollo, dessert di formaggi al miele e noci, ricottine, tante altre leccornie, una più piacevole dell’altra, infine una torta coperta di panna, farcita di crema, guarnita con un cuore di fragolette di bosco. Il tutto accompagnato da eccellenti vini da pasto, abboccati, e infine lo spumante. I novelli sposi, non toccando cibo da tante ore, fecero onore a tutto quello a loro offerto, lo fecero con gusto, piacere, abbondanza e voracità, non tralasciarono nessuno dei cibi. Marianna uscì sulla veranda seguita da Fabrizio, si sedettero su uno dei divani, guardando gli ultimi bagliori del tramonto. Fabrizio si assentò, visto l’imminente calare del sole, come da istruzioni ricevute da Claudia, per accendere le luci del soggiorno, delle scale e della camera da letto. Quando tornò, sorpresa! Marianna si era allungata sui cuscini del divano, e dormiva, Fabrizio la chiamò, la scosse con delicatezza, in nessun modo riuscì a svegliarla, tutti i tentativi furono inutili. Rimaneva solo una soluzione, prenderla in braccio e portarla a letto. Per fortuna, la corporatura esile e snella non creò problemi al giovane sposo. Arrivato in camera, l’adagiò sul talamo nuziale, ora sorgeva un altro problema, come fare, lasciarla vestita o alleggerirla di qualche indumento? Dopo una breve riflessione, decise che se l’avesse spogliata, si sarebbe sentita più libera e avrebbe riposato meglio, iniziò toglierle le scarpe, poi la cintura della gonna, la gonna, la sottogonna, fino qui tutto bene, il difficile fu togliere la giacca, sbottonare i numerosi bottoncini della camicetta poi fu la volta del corsetto, il poveretto non sapeva cosa e come fare, guardando, vide dei piccoli ganci e capì che quella potesse essere la chiusura, dopo un numero imprecisato di tentativi riuscì a liberare Marianna da quella tortura, la prese di nuovo in braccio e l’infilò sotto le coperte, era distrutto e si distese vicino a Marianna, le diede un bacio in fronte e un altro sfiorandole le labbra. Dopo pochi istanti anche lui crollò miseramente. Nella tarda mattinata, il sole già alto, Marianna aprì gli occhi, le tende oscuravano l’ambiente, diffondendo una piacevole penombra, malgrado la scarsa luminosità, intravide una sagoma di un uomo di spalle, disteso accanto a lei, sopra le coperte, completamente vestito. In un attimo realizzò l’accaduto si sentì in colpa, un disagio profondo la pervase. Che fare? Come farsi perdonare? Scattò come una molla, andò senza far rumore alla toilette, si liberò degli ultimi indumenti, e si immerse nella grande vasca. Appese su due crucce la vestaglia e la camicia destinate, ad essere indossate la prima notte di matrimonio, le indossò, riavviò i capelli e tornò in camera, come un ombra, senza alcun rumore, si infilò sotto le coperte, si posizionò nella stessa maniera, in cui si era svegliata e l’aveva coricata Fabrizio, chiuse gli occhi e fece finta di dormire aspettando gli eventi. L’attesa non fu lunga, Fabrizio si svegliò e come Marianna, gli tornò in mente, l’accaduto e lo sfinimento che lei aveva subito, la guardò un attimo con tenerezza, poi, senza saperlo fece tutto quello già fatto da lei, in silenzio, si coricò, questa volta non vestito, accanto alla sua amata. Iniziò a fissarla aspettando che si svegliasse. All’improvviso Marianna, aprì solo un occhio, lo fissò, e iniziò a scusarsi dell’accaduto, Fabrizio le mise l’indice sulle labbra e la invitò al silenzio, si accostò e ...

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