Solo Parole

Le ragazze di primavera - capitolo 12 di Artemisia

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...la baciò con infinita tenerezza. Marianna si ricordò le parole e i consigli di Clara: "non aver paura, anche il tuo sposo avrà i tuoi stessi timori, assecondalo, e unisciti a lui con tutta te stessa, e ambedue sprofonderete nell’abisso dell’amore". Dalle tende filtrava un raggio di sole calante che preannunciava l’imminente tramonto, Marianna chiese a Fabrizio che ore fossero, erano quasi le sette di sera! Il tempo era volato, erano imbarazzati, felici e affamati. Si vestirono velocemente con abiti comodi e semplici, scesero, trovarono il tavolo vuoto, al centro la fruttiera di ceramica di sempre, i ragazzi provarono sgomento e delusione, Marianna notò la porta spalancata della cucina corse a vedere, miracolo! Si trattava solo di un trasferimento di cibarie da una stanza all’altra, c’era solo una cosa da fare, sedersi e gustare le squisitezze celate dalle campane di vimini e ringraziare Claudia. Dopo cena, andarono fuori nella veranda a sorseggiare un gustoso liquore fatto a casa dal sapore di ginepro e frutti di bosco. Appena Marianna si sedette sul divano, lo stesso del giorno prima, Fabrizio disse: "amore, questa sera accendiamo le luci insieme!" Marianna rise, e aggiunse: "Non vuoi forse avere il piacere di tenere tra le braccia la tua piccola sposa che pesa come una piuma!" Una risata condivisa e una verità rivelata. Fabrizio doveva fare quello che aveva fatto ieri, solo che lei questa volta sarebbe stata sveglia e vigile. Per altri due giorni vissero d’amore e di ricordi legati all’infanzia della giovane e della sua famiglia. Marianna era dotata di un’ottima memoria quando evocava fatti e circostanze del passato, non trascurava nessun particolare, Fabrizio l’ascoltava con interesse, con lo stesso atteggiamento di un bambino a cui si racconta una favola. Fu un’esperienza positiva e conoscitiva, un arricchimento spirituale e materiale. La mattina seguente, i due giovani ripresero una parvenza di normalità, programmarono di fare dei bagni, sdraiarsi sulla sabbia e rilassarsi, godere della bellezza di quel luogo incantato. Quella mattina Marianna cercò Giulia, non la trovò, uscì fuori nel giardino e niente, si diresse verso la sua abitazione, a poca distanza dalla sua. La chiamò a viva voce, dopo un attimo era da lei, si salutarono con il solito trasporto, Marianna la ringraziò di tutte le attenzioni, i meravigliosi piatti preparati, alcuni a ricordo dei gusti della sua infanzia, e soprattutto della sua discrezione, sensibilità, e amore materno. Ora aveva bisogno di un grosso favore, Marco le doveva procure due cavalli e dei calzoni di pelle, molto comuni in quella zona. Claudia, ascoltò i desideri della giovane, rassicurando Marianna che suo marito, avrebbe provveduto. Tutto all’oscuro di Fabrizio, per lui doveva essere una sorpresa, quindi acqua in bocca! Oggi avrebbero fatto una ricca colazione, sarebbero andati in spiaggia, e tornati nel tardo pomeriggio, Marianna si rifiutò di indossare i costumi del tempo, erano più costrittivi e ingombranti degli abiti da giorno, pensò che la camiciola indossata sotto il corsetto potesse andare bene, era abbastanza lunga, arrivava fino sotto le ginocchia, la scollatura non profonda, aveva una particolarità: si adattava perfettamente allo scopo, non aveva maniche ma due larghe bretelle che lasciavano libere le braccia per nuotare. Coprì il tutto con un abito bianco, profilato da una guarnizione azzurra lungo i bordi delle maniche e della gonna. Claudia aveva lasciato all’ingresso una borsa di paglia con tutto l’occorrente per una giornata al mare, Fabrizio prese il prezioso carico e si incamminarono in direzione della baia.