Solo Parole

Le ragazze di Primavera - capitolo 13 di Artemisia

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Marianna correva sul bagnasciuga su e giù in direzione delle onde, aspettando il flusso indietreggiare al frangersi, rideva, Fabrizio la guardava divertito, poi pensò bene di appoggiare a terra il borsone e di unirsi a lei in quel gioco infantile. Camminarono fino all’inizio dell’insenatura, si posizionarono tra le dune all’ombra di cespugli di cerase marine e fiori spontanei, organizzarono lo spazio e decisero di bagnarsi. L’acqua era gelata, Marianna si bagnò i polsi, il viso, poi si girò, prese la rincorsa e si gettò tra le onde. Fabrizio, meravigliato ma non sorpreso, seguì il suo esempio e dopo un attimo le fu vicino. Nuotarono, gareggiarono, giocarono, si accorsero che si era fatto tardi, e lo stomaco reclamava, uscirono correndo dall’acqua, Marianna all’improvviso si accorse che la camiciola, bagnandosi era diventata invisibile, quindi lei sembrava completamente nuda. Si sentì morire dalla vergogna! Chiese aiuto a Fabrizio che prontamente le fece infilare l’accappatoio, la fece stendere al sole per asciugarsi e riscaldarsi, lei non proferì parola si sentiva umiliata e in colpa per aver adottato una scelta così azzardata. Ora toccava a Fabrizio consolarla, iniziò così “amore mio, tutta l’umanità è nata nuda, anche Adamo ed Eva erano nudi nell’eden per volontà di Dio, quindi non c’è né vergogna né malizia, è stata la volontà malvagia dell’uomo a modificare e complicare le cose più naturali e semplici” si chinò e le dette un tenero bacio sulla punta del naso, lei lo tirò a sé e lo baciò, era un modo per ringraziarlo? Un altro tabù eliminato, una conquista, sofferta ma assicurata. Dopo lo spuntino, decisero di far ritorno a casa, per evitare il caldo soffocante. Marianna suggerì di percorrere il viottolo della pineta, lei avrebbe fatto da guida, era vicinissimo, oltremodo bello e comodo e soprattutto fresco. A metà percorso Marianna chiese di fermarsi, era molto stanca, indicò anche il posto dove sostare, una piccola radura non lontana. Sistemarono le stuoie sull’erba all’ombra degli alberi, arrotolarono gli asciugamani per appoggiarsi la testa e si distesero. Marianna, supina, posizionò il cappello di paglia sul viso, dopo un attimo si addormentò, Fabrizio pensò: “se non la riesco a svegliare, dovrò portare sia il borsone che lei”! Dopo poco anche lui cedette al sonno e alla stanchezza. Si svegliarono entrambi, riposati e rigenerati, ripresero il cammino interrotto. Giulia li stava aspettando, quando li vide gioì, era in pensiero. Appena si avvicinarono, esclamò, “siete rossi come due peperoncini! Bisognava intervenire immediatamente, il troppo sole può arrecare conseguenze spiacevoli,” sarebbe andata a preparare una emulsione naturale e molto efficace per lenire il bruciore e attenuare il rossore. Nel frattempo i ragazzi si sarebbero rinfrescati con un buon bagno e avrebbero cenato, lei sarebbe tornata con il toccasana miracoloso. Iniziò con Marianna, la fece distendere supina nel letto e iniziò il massaggio rigeneratore, ad ogni passaggio delle sue mani, la giovane avvertiva sollievo, frescura e un senso di benessere.