Solo Parole

Le ragazze di primavera - capitolo 14 di Artemisia

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Giulia le chiese come avessero potuto ridursi in quelle condizioni. Marianna le raccontò l’accaduto, e il senso di colpa e vergogna che aveva provato, di seguito, a bruciapelo, le chiese se Marco l’avesse vista nuda e di giorno, Giulia si mise a ridere divertita, rispose, cara piccina, forse più nuda che vestita, quando era possibile anche alla luce del sole. Poi continuò, noi poveretti, non avevamo niente, potevamo condividere solo la fame, il freddo, il duro lavoro e l’amore. Non c’erano interessi o matrimoni combinati, normalmente la scelta era reciproca, tra figli di contadini come noi, basata su sentimenti veri e sinceri. L’amore ci ha aiutato e sorretto a sopportare anche difficoltà inimmaginabili, siamo stati fortunati, abbiamo avuto come padroni i tuoi famigliari che hanno considerato noi persone non solo strumenti di lavoro, concedendoci fiducia, rispetto, dignità e affetto. Finito il massaggio, Giulia chiese se doveva pensare anche a suo marito, Marianna la pregò di farlo, lei non ne sarebbe stata capace. Giulia, decretò, domani niente sole, cambiare il programma, suggerì di fare una gita alla bella città a poche miglia di distanza, Marco avrebbe gestito l’andata e ritorno, sicuramente sarebbe stata un’escursione piacevole. Fabrizio era stato confinato nella stanza dello zio, in attesa, Giulia bussò poi entrò, sarebbe stata lei a curarlo, l’invitò a fasciarsi i fianchi con asciugamano di lino mettersi supino, iniziò il massaggio, anche lui avvertì lo stesse sensazioni benefiche. Ai due giovani consigliò di rimanere separati, in camere diverse, nei due bagni, per la mattina successiva, lasciò sacchetti pieni di crusca, per addolcire l’acqua e rendere la pelle più morbida e levigata. Giulia dette la buona notte ai ragazzi, annunziando che sarebbe venuta in mattinata a portare un buon caffè caldo e fare un ulteriore massaggio. Gli sposi si augurarono la buona notte vociando da una camera all’altra, così finì la giornata di fuoco. La mattina dopo, Giulia portò il caffè alla sua piccola, preparò il bagno con la crusca, proseguì alla volta della camera dello sposo. Bussò ed entrò, Fabrizio sembrava addormentato, appoggiò il vassoio sul comodino e iniziò a riempire la vasca da bagno, la sua attenzione fu attratta dal fermaglio di Marianna, caduto a terra, lei stessa glielo aveva messo, pensò stanno bene anzi benissimo! sorrise divertita. Effettivamente, la cura era stata miracolosa sparito il dolore, il rossore, niente vesciche, solo una pelle liscia, leggermente ambrata. Marco li stava aspettando con il calesse sotto il portone, partirono, attraversarono la grande pineta dopo numerose deviazioni su strade e stradine arrivarono a destinazione. Marco sarebbe tornato a riprenderli nel tardo pomeriggio, alla caffetteria della piazza del Duomo.

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