Solo Parole

La poesia della domenica 65 di Claudio Monachesi

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Sì, so che non si tratta di una poesia ma di poesia: ovvero di un brano da me scelto dal Poema dei Mondi; Poema che ho iniziato a comporre nel 1984 e a cui, da allora, ho sempre apportato versi. E' quella che ritengo essere la mia opera cardine che poeticamente si muove all'interno di me in concomitanza con la mia crescita o, se volessi usare altro dire, con il tentativo, attraverso la poesia, di conoscermi: tentativo risottolineo, onde evitare equivoci. Ho sempre avuto fede in questi parametri, così quando ho avuto inviti per apportare la mia esperienza poetica nell'ambito universitario (Sapienza/Cattolica del Sacro Cuore) con incursioni da docente esterno con unica etichetta accademica quella prestigiosa di poeta, ho sempre portato avanti questo tema:
La poesia come mezzo di realizzazione di se stessi.
Spesso, quando avevo più ore a disposizione, concludevo con un laboratorio poetico dove tutti gli studenti, anche quelli meno ispirati, erano interessati a partecipare; e devo dire che mi hanno dato molta soddisfazione. Ma torniamo al Poema: attualmente è alla seconda edizione, uscita il 21 marzo 2019 presso le edizioni Terresommerse. Ricordo che quando sono andato in casa editrice e ho detto all'editore Fabio Furnari che si trattatava dell'ampliamento del Poema di cui aveva già curato la prima edizione mi ha subito fatto firmare il nuovo contratto.
Ma prima che ci accingiamo a leggere alcuni versi da me scelti sarà giovevole che vi dia delle brevi indicazioni di base d'approccio alla lettura. Il Poema non ha inizio né fine e questo è comprovato dal verso zero che sugella il “non inizio” e la “non fine”; inoltre, seppure la struttura è quella del Poema, cioè di un romanzo in versi, non ha luoghi né personaggi; ci sono stati dei momenti ispirativi in cui ho potuto dare al lettore la possibilità di una lettura straordinaria che va dal basso all'alto e che ovviamente concerta con quella canonica dall'alto al basso; infine nell'andare componitivo ho potuto costruire “due versi in uno”, ovvero sperimentare due linguaggi “letterari” compenetrantesi l'uno nell'altro e questo è più difficile a spiegarsi perché non sto intendendo per esempio il linguaggio allegorico o gli altri tre espressi da Dante nel Convivio, seppure la struttura a cui ho mirato può essere percepita comunque a livello subliminale.
Mi fermo qui per dar spazio ai versi:

“.... Speleologi l'istante
calandoti nella cavità
ignota di te con l'unica
luce prodotta dai tanti
sorrisi hai perforato
la dura roccia della consistenza,
hai rapito al percorso
la tua integrità: gittando
nella memoria i sensi
della musica sola
assoluta estasi
del sole nascente divenente dì.
Sei scivolato nel nembo latteo
della tua intimità indicendo
il congresso dell'anima, a tu
per tu con la tua dolcezza
innaffi il tronchetto della felicità
ed intridi di te ogni atto....”

Dal Poema dei Mondi
di Claudio Monachesi
edizioni Terresommerse, Roma, 2019
Foto originale “L'estasi della luce”
è di Sara Monachesi

solo una immagine di Sara Monachesi