Solo Parole

Le ragazze di primavera - capitolo 16 di Artemisia

Al risveglio Marianna si precipitò al piano terra, Giulia era già là che stava preparando il caffè, fuori due magnifici stalloni, di color marrone scuro, muniti di stella bianca al centro del muso, uno leggermente più basso. Il vestiario al completo compresi gli stivali, cosciali, camicia, giubbotto più tutti gli altri accessori che potessero risultare utili ad  un cavaliere. Tutto pronto per essere indossato. Marianna prese il vassoio e portò il caffè all’amato, un bacio e l’aroma svegliarono il giovane, fu esortato a velocizzare la toletta personale, indossare un abbigliamento pratico e comodo e scendere per la colazione. Fabrizio non capì tutta questa fretta, voleva saperne il motivo. Quando si girò lei era sparita. La curiosità lo spinse a fare il più presto possibile, scese quasi correndo. il piano terra era vuoto  come la cucina, si diresse in direzione di un vociare proveniente dal cortile, uscì e capì, la sua amata, vestita di tutto punto da amazzone, accarezzava il muso del suo destriero, quando lo vide, gli andò incontro dicendo ”questa è una sorpresa per te, amore mio, appena pronto inizieremo la nostra avventura”! Fabrizio, rimase disorientato per un attimo, poi gradì moltissimo  l’idea di una cavalcata,  in più in compagnia di una donna, sua moglie. Un evento inusuale, eccezionale, inimmaginabile. La giovane coppia in sella mostrava tutta la sua bellezza, eleganza, portamento, la socievolezza con l’animale, sarebbe stati un evento da ricordare. I cavalli spronati, si mossero, si indirizzarono verso il litorale, una pista senza fine e priva di ostacoli. Fabrizio disse: "questa sì che è una sorpresa! Non avrei mai creduto sapessi cavalcare, ora non mi resta che sfidarti, vinca il migliore!" contarono fino a tre e partirono al galoppo, l’acqua del bagnasciuga spruzzava i volti dei ragazzi, Marianna, speronò il suo destriero, si distaccò dall’antagonista, prese la postura di un consumato fantino, strinse le ginocchia, si allungò in avanti, alzando il busto dalla sella, il suo corpo seguiva e agevolava la naturale tendenza dell’equino, le redini sapientemente governate trasferivano i comandi al cavallo,una sorta di linguaggio muto  trasmesso con  movimenti appropriati e recepibili creando tra i due una perfetta intesa. Marianna distanziò Fabrizio di parecchie lunghezze, frenò la corsa e lo aspettò, appagata non nascondendo una evidente soddisfazione, dopo poco arrivò lo  sconfitto, chiese un ulteriore prova, la rivincita, accordata immediatamente. I ragazzi si posizionarono, e ripeterono le modalità della  volta precedente, partirono al galoppo, la bravura dei due si equiparava