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Le ragazze di primavera - Capitolo 18 di Artemisia

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Visitarono il più grande maneggio della zona, seguirono con curiosità  le tecniche di postura, i movimenti necessari per domare cavalli selvaggi, compreso il lancio del lazo, Fabrizio ne fu entusiasta, volle provare a farlo più di una volta, una pratica difficile e impegnativa, non priva di rischi. Si divertiva come un bambino. Marianna, appoggiata allo steccato, lo  ammirava, lo seguiva nelle evoluzioni e lo incitava. Anche quello fu un giorno ben speso. Per gli altri consecutivi, tornarono al mare, precedentemente massaggiati dal miracoloso intruglio di Giulia, protettivo ed emolliente. La sera a cena,  sotto la veranda, tutti e quattro insieme. Marco, la prima volta, l’imbarazzo lo soffocava, non aveva mai condiviso un pasto con i suoi padroni. Marianna, prese l’occasione al volo, Giulia, portò a tavola un pollo arrostito al forno di legna con patate, emanava un profumo di  spezie, piante selvatiche, salvia, rosmarino, finocchiella e altri  indecifrabili aromi, prese una coscia e iniziò a mangiarla con le dita, in seguito anche la regina Margherita, fece la stessa cosa per evitare il disagio di certi commensali, Fabrizio, capì al volo imitando la giovane, e gli ospiti si rilassarono, gustando con piacere tanta bontà, ognuno di loro narrò la  vita, i fatti, gli avvenimenti del luogo. Marianna adorava sentire le testimonianze relative ai suoi genitori, sapeva così poco e voleva con tutto il cuore conoscerne di più, Giulia le raccontò tanti particolari a lei sconosciuti. Sua madre proveniva da una città del  nord, sede di una università prestigiosa, frequentata dal padre, si conobbero a casa d’amici, fu un colpo di fulmine. Dopo poco si fidanzarono e sposarono. Eleonora aveva una sorella nubile, Emma, le due ragazze erano molto legate, una completava l’altra, la prima estroversa sicura e positiva, l’altra l’opposto, aveva bisogno del suo sostegno per dissipare dubbi ed  incertezze. Leandro appariva un giovane ombroso, chiuso e taciturno, probabilmente la timidezza era la vera artefice  della sua immagine. Chi lo conosceva nell’intimità o in famiglia, lo vedeva cambiare radicalmente, mutandosi in un giovane aperto e socievole. Eleonora gli chiese se la sua adorata sorella potesse farle compagnia abitando nello stesso contesto.

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