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Le ragazze di primavera - Capitolo 19 di Artemisia

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In sua assenza le avrebbe fatto compagnia, in più  avrebbe avuto il piacere di  una persona cara vicino e non un’estranea. Amava teneramente  sua moglie, acconsentì senza batter ciglio. Gualtiero, il fratello più giovane di cinque anni, viveva nella grande casa, coerede della stessa proprietà, frequentò collegi, università con profitto e interesse. Per Eleonora la sua presenza le era molto gradita, da lui attingeva conoscenze culturali e progressiste, la sua curiosità la spingeva a fare domande relative sui più disparati argomenti. Il marito, pur adorandola, era troppo occupato per poter soddisfare le sue richieste, il giovane cognato si sentiva lusingato a trasmetterle il suo sapere. Uniche e rare donne,  maritate e madri, si interessavano di argomenti prettamente maschili. Donna affascinante, amabile ma altre modo decisa nel sostenere teorie, e principi. Nacque Marianna, una bambina deliziosa, somigliava a tutti e due i genitori, la  sua presenza completò la felicità della famiglia. Aveva compiuto da poco un anno, quando iniziò a diffondersi un morbo contagioso, spesso mortale, la scienza, i medici dell’epoca ne attribuivano l’insorgere da cause le più disparate,  in certi soggetti nessuna delle cure risultava efficace, e la morte era inesorabile. La loro città sembrava esserne immune, ma il diffondersi sembrava inarrestabile, per maggiore sicurezza e prudenza decisero i coniugi di allontanare la  piccina con Clara, la balia, nella località di  mare di loro proprietà, a breve le avrebbero raggiunte. Purtroppo, gli eventi precipitarono, Eleonora ne fu contagiata e anche Leandro subì la stessa sorte, ambedue si spensero, una vicino all’altro, mano nella mano, pensando con rammarico di non poter più vedere la loro adorata bambina, la certezza di averla allontanata in tempo dava loro consolazione e pace. Gualtiero, che si trovava a quel tempo all’estero, fu avvisato e invitato a rientrare immediatamente, non era stato aggiunto altro. Alla stazione l’aspettavano Emma e l’amministratore, dall’espressione dei loro volti capì la gravità di quanto era accaduto o stava accadendo. Fu informato dei fatti, un senso di incredulità lo invase, un umano rifiuto, poi  il recepimento della tragica notizia. Le forze l’abbandonarono, la vista si annebbiò, perse i sensi. Lo scenario della vita cambiò in un attimo. Fino a quel momento aveva vissuto, grazie al fratello, di studio, spensieratezza e viaggi, solo di rado, se convocato, partecipava a operazioni  finanziarie, qualora fosse stata necessaria la sua  presenza. Null’altro.

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