Solo Parole

Le ragazze di primavera - Capitolo 25 di Artemisia

• Bookmarks: 1

La divisione era stata breve ma sofferta, per lo sposo anche logorante e faticosa... dopo cena, assolti i doveri di rito, baci, saluti, i due giovani presero la strada di casa. Durante il tragitto non mancarono effusioni, carezze, frasi d’amore. Erano vicinissimi alla meta, lasciarono la strada maestra, la carrozza imboccò il viale, si intravedeva il grande arco dell’ingresso, silenzio, buio, pace, nient’altro, poi all’improvviso appena varcata l’imponente apertura, un’esplosione di luci, fiaccole, luminarie sparse in ogni dove. Marianna sussultò, sgranò gli occhi, portò  le mani al viso, aprì la bocca, non riuscì a proferire parola, guardò Fabrizio con aria interrogativa, lui con la sua aria distaccata, disse: "mia moglie, non poteva entrare nella sua casa al buio". La giovane era stordita e compiaciuta, gli stringeva la mano con energia vigorosa. Il grande palazzo  illuminato fino gli abbini era uno spettacolo scenografico mai visto! Nel piazzale antistante, una miriade di persone li stava aspettando, Fabrizio l’aiutò a scendere, le prese la mano tra le sue e non la lasciò neanche un attimo, dai presenti un’ovazione di benvenuto, fiori donati dai bambini, si avvicinò una signora anziana, semplice e piacevole, accennò un inchino, Marianna, prontamente la fece alzare e l’aiutò a farlo. Era la vecchia maestra, rimasta a vivere al borgo anche dopo la chiusura della pluriclasse scuola voluta dalla mamma di Fabrizio, portava alla nuova padrona un telo di lino accuratamente ripiegato, Marianna lo prese, capì prima che le fosse spiegato. Consisteva in una mappatura degli abitanti del borgo, diviso per mestiere, nome, cognome di ogni nucleo famigliare, ricamato per lei a punto erba con colori diversi a seconda la posizione, il mestiere, l’incarico il sesso... lavoro eseguito dalle donne del borgo. A questo punto Marianna non ebbe più ne paura ne timidezza, si rivolse alle persone che la circondavano, cercò un rialzo per emergere dalla piccola folla, salì sopra un sedile di pietra, in modo di farsi vedere e sentire da tutti, li ringraziò di cuore, chiese, come avevano fatto con il telo, che loro diventassero suoi maestri, continuassero ad essere la sua guida, aiutandola conoscere tutto quello che non sapeva, scusarla per gli errori che avrebbe fatto. Grazie, grazie ancora! Ora gli sbigottiti furono i presenti, fu la mossa vincente per essere ben accetta. Fabrizio l’abbracciò, la totalità dei consensi rallegrò tutto e tutti.