Solo Parole

Le ragazze di primavera - Capitolo 27 di Artemisia

• Bookmarks: 5

Marianna trovò quello che voleva, la grande vasca di ghisa smaltata, con zampe leonine, la stava aspettando, s’immerse nel piacere del relax! Con la testa appoggiata al bordo, gli occhi chiusi, le labbra increspate in un accenno di sorriso, il pensiero andava alla notte trascorsa, le immagini nella sua mente scorrevano come fotogrammi, uno dopo l’altro, uno più fantastico e magnifico del precedente. Fabrizio bussò, la chiamò, lei si scosse dal torpore della memoria, entrò, aveva in mano un accappatoio, lo spiegò, lo porse a Marianna, lo pregò di girarsi e non guardare, gli ultimi baluardi di pudicizia, timidezza e vergogna; di tutti questi scrupoli non ne fu preso in considerazione nessuno! Uscì dall’acqua, si infilò l’accappatoio senza chiuderlo, Marianna, si lasciò andare, condividendo con suo marito, oltre l’amore, la passione degli amanti. Ora il talamo nuziale era stato battezzato, rimarrà per sempre il loro esclusivo, unico nido. Fabrizio l’invitò a farsi bella, sarebbero andati nel tardo pomeriggio a fare una breve visita allo zio. Marianna si entusiasmò all’idea, in pochissimo tempo era pronta. La carrozza era giù che li aspettava, salirono, il cocchiere ad un tratto deviò il percorso, Marianna ne chiese il motivo, Fabrizio addusse il motivo dell’ora, era troppo presto, lo zio sicuramente stava riposando, nel frattempo sarebbero andati a fare uno spuntino, in riva al lago, un posto tranquillo, il luogo era un connubio di piacevolezza. Mangiarono del pesce squisito, l’antipasto e tutto il resto, erano digiuni da tante ore e un buon pasto era provvidenziale. Arrivarono in città puntuali nel rispetto delle abitudini di Gualtiero. Bussarono, venne ad aprire una giovane cameriera che li introdusse nel salotto dallo zio, le consuete effusioni, ad un tratto, l’ingresso di Gigliola, Clara e Carlo introdotti da Fabrizio: "queste magnifiche persone sono state i miei complici nell’allestimento della festa in tuo onore!". Marianna rimase ammutolita, era disorientata, non sapeva chi baciare per  primo e stringerlo al petto, poi ricorse ai suoi metodi! Commossa, con le lacrime che le scendevano copiose, invitò i tre amici ad avvicinarsi, li strinse in un unico caloroso abbraccio, continuando a versare fiumi di lacrime, il pianto fu contagioso, tranne Carlo, le signore continuarono a bagnare fazzoletti e guance una con l’altra. Altra novità, Clara si sarebbe trasferita al Borgo per aiutarla, seguirla,  supportarla, specialmente durante le prolungate assenze di Fabrizio. Le sorprese e le buone  notizie sembravano non finire! La serata degli amici e degli affetti, la definì Marianna, un legame indissolubile sincero, profondo, indelebile. La serata continuò con la cronaca dettagliata della festa, la sua curiosità la spingeva a voler conoscere l’autore, l’ideatore, l’esecutore di questo o quel particolare, un muro di omertà non fece trasparire niente e nessuno. Marianna capì che era giusto il loro comportamento, si rassegnò, era un gruppo, uno per l’altro, senza distinzioni, uniti saldamente dal vincolo dell’amicizia, dall’affetto e del reciproco rispetto. Ieri il suo fantastico ingresso nella nuova casa, oggi l’inizio della vita matrimoniale, tanto temuta, trasformata dal suo sposo in un sogno irreale, paure e timori tutti sparito, vanificati, facilitati. Una sensazione di piacere profondo, una gioia senza limiti, il cuore le batteva così forte, sembrava voler uscire dal petto, ora il suo impegno era quello di non deludere le aspettative di Fabrizio, doveva ambientarsi, conoscere, imparare. Si sentiva pronta e positiva. Ce l’avrebbe fatta! Ora, avrebbe avuto anche il sostegno materno di  Clara.

5 recommended