Solo Parole

Le ragazze di primavera - Capitolo 28 di Artemisia

• Bookmarks: 4

Condividere il Borgo, come e da dove iniziare? Di buon mattino scesero per la colazione, Fabrizio, impegnato con il segretario e l’amministratore, per fare il punto della situazione dell’andamento dell’azienda ed eventuali aggiornamenti. Marianna era in attesa di Clara, che sarebbe venuta nel tardo pomeriggio, come impiegare il resto della giornata? Selezionò velocemente i vari interventi da effettuare, ma nessuno era fattibile senza un supporto di uno dei due. Prese una saggia decisione, sarebbe andata a parlare con la servitù, a conoscerli da vicino, familiarizzare con loro. A quell’ora li avrebbe sicuramente trovati nella grande cucina, la porta era chiusa, bussò, le venne ad aprire una donna di mezza età, con cuffia e grembiale, appena vide Marianna, arretrò di un passo, accennò, confusa, una goffa riverenza, balbettò parole incomprensibili e si fece da parte per farla entrare. Tutti si alzarono, stavano facendo colazione, si scusò dell’intromissione, pregò loro di sedersi, e disse: "perdonatemi, quando sarete disponibili, ho bisogno di voi, del vostro aiuto, vi aspetto, a dopo, grazie!". Chiuse la porta e se ne andò. L’attesa fu breve, vennero, le si schierarono intorno, si presentarono, denunciando anche le loro mansioni. Marianna li pregò di accomodarsi, ma preferirono, per rispetto, rimanere in piedi! Disse loro: "come sapete, sono ignara di tutto quello che riguarda il Borgo, come vi ho chiesto la sera della festa, ho fretta d’imparare e questo lo chiedo a voi, confido nella vostra disponibilità dovete instradarmi alla conoscenza, se questa mattina ci fosse fra voi qualcuno libero, sono pronta a seguirlo anche subito". Parlottarono tra loro, il custode si prestò a farle da guida, sarebbe andato ad attaccare il cavallo al legnetto e sarebbe tornato. Marianna si congedò dagli altri chiamandoli uno ad uno con il proprio nome senza sbagliarne nessuno, infine aggiunse: "le abitudini finora esistenti nella gestione del palazzo non dovranno essere variate, tutto deve rimanere secondo quanto predisposto da mio marito, grazie di cuore". Il piccolo mezzo, trainato da un solo cavallo era pronto. Marianna si chiese a cosa servisse, dove l’avrebbe portata e a vedere cosa, non fece domande ne proferì  parola, ormai si era messa nelle loro mani e  doveva averne piena fiducia. Il custode, Peppe, l’aiutò a salire in quel trabiccolo, Marianna iniziò a divertirsi, partirono, continuarono la strada a destra del palazzo dalla parte opposta all’ingresso principale. Dopo poco le case con i portici s’interruppero un grande cancello di ferro battuto, e siepi dividevano la proprietà in due, Peppe le spiegò che quel cancello non veniva mai chiuso. Proseguirono tra alberi e orti, all’improvviso in lontananza, apparve, in asse al grande arco, una seconda porta delimitata da due torrioni difensivi, di età molto remota, tutto intorno alle mura, costruzioni antiche riadattate a vari usi, abitazioni, magazzini, granai, frantoio, cantina, praticamente il cuore pulsante della proprietà. Marianna volle scendere e vedere oltre la grande porta, l’accolse una distesa di verde, circondata da colli di oliveti argentati, vigneti, nel lato sinistro, fuori dal perimetro delle mura una grande scuderia, un maneggio recintato. Poco lontano si stagliava, sopra un'altura, un monastero con mura di cinta e campanile, su un’altra cima a metà costa, si erigeva un imponente palazzo a più piani, circondato da alberi ornamentali e giardini. Un ruscello d’acqua cristallina attraversava la vallata a destra in  lontananza una catena di montagne. Peppe fu interrogato sull’origine delle due costruzioni così diverse e singolari, le spiegò che uno era un  Monastero francescano, l’altro una proprietà del clero e aggiunse: "povertà e ricchezza, noi diciamo anche diavolo e acqua santa, lei mi capisce!" Egli le rese un gran servigio, ora un po’ di luce su tanto buio, le spiegò gli attrezzi di lavoro, il loro uso, le finalità di certe costruzioni, le attività che si svolgevano in quel contesto, e tante altre notizie e curiosità. Marianna domandò dove fosse la scuola e dove abitasse la vecchia maestra, voleva andare a trovarla. Altro desiderio sapere l’ubicazione della chiesina. Peppe rise, sia per una che per l’altra cosa, "le avete molto vicino a voi, poi l’altra è dentro casa vostra!"

4 recommended