Solo Parole

Talismani per tempi incerti di Annachiara Colombo

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Talismani per tempi incerti. Canzoni, poesie, letture, riflessioni. Sonate per pianoforte, violoncello e chitarre distorte. È questo il titolo dello spettacolo musicale di Vasco Brondi, cantautore italiano che è tornato ad esibirsi quest’estate dopo più di un anno e mezzo dalla conclusione del suo progetto artistico e musicale con Le Luci della centrale elettrica.Lo spettacolo non è solo un concerto e non è nemmeno una rappresentazione teatrale, è piuttosto una performance artistica, intima e sincera, in cui musica e parole, canzoni e letteratura si alternano perfettamente. Insieme a lui c’erano sul palco Andrea Faccioli alla chitarra, Daniela Savoldi al violoncello e Angelo Trabace al pianoforte.L’idea di questo spettacolo nasce dalla consapevolezza che l’arte, la musica, la poesia sono preziosi antidoti all’incertezza di questi tempi, sono l’espressione più autentica della profondità dell’anima. La musica è connessione e condivisione, la poesia è bellezza e delicatezza e dal loro incontro scaturisce la più vera e autentica arte.I mesi difficili che abbiamo affrontato portano con sé il ricordo di un senso di insicurezza e preoccupazione che ha rappresentato, per Vasco Brondi, l’occasione per ritrovare nei testi e nelle parole dei Maestri, la capacità di affrontare il presente. I talismani dei tempi moderni non hanno a che fare con figure magiche o trascendenti ma piuttosto con quelle canzoni, quei testi e quelle parole che diventano rifugio in grado di accogliere le nostre ansie. Ognuno ha i proprio talismani, anticorpi necessari che ci guidano nei sentieri più incerti, ci suggeriscono una via e ci incoraggiano ad affrontare la vita.Durante le settimane più critiche della quarantena, alle 18.00 l’appuntamento era sul profilo Instagram di Vasco Brondi; con una chitarra in mano, si collegava dal suo monolocale a Ferrara e, in pochi minuti, leggeva una poesia o cantava una canzone. Di fronte all’impossibilità di vivere e condividere la quotidianità a cui eravamo abituati, è nata l’esigenza di trovare qualcosa che diventasse rifugio, protezione e conforto.Quello in cui Vasco Brondi si è esibito quest’estate è uno spettacolo diverso dai soliti; in un’atmosfera intima e raccolta, si leggono poesie e testi di De Andrè, Battiato e molti altri, si guardano le stelle e si percepisce una connessione quasi surreale, che racchiude in sé la bellezza di ritrovarsi finalmente insieme, di nuovo, a celebrare la vita.Lo scorso 1 Settembre una luna luminosissima illuminava l’arena Bike-In di Campo Canoa a Mantova sulle note di Destini generali e, pochi giorni dopo, la voce inconfondibile di Vasco Brondi risuonava nel suggestivo Teatro Romano a Verona. Sarà che le notti di fine estate hanno da sempre il sapore un po’ malinconico dell’estate che finisce, sarà che, forse, non sappiamo come sia possibile sentirsi così vicini e connessi anche a metri di distanza ma, citando un verso straordinario di Mariangela Gualtieri, ringraziare desidero Vasco Brondi per questo spettacolo insolito e indimenticabile.

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