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Le ragazze di Primavera - Capitolo 39 di Artemisia

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Dopo 40 giorni dalla nascita, Anna ricevette il battesimo. La chiesa era di uno splendore, di un’eleganza che lasciò i partecipanti senza respiro, sull’altare solo un vaso di marmo bianco con un mazzo di gigli, il colore giallo e bianco dei fiori s’intonava perfettamente ai marmi e al colore delle pareti. Presenti amici, parenti e la gente del Borgo. La piccinina era ancor più bella, Fabrizio gongolava di gioia, Marianna orgogliosa e felice. Iniziò la cerimonia, la chiesa gremita, la bambina si svegliò, aveva fame e cercò il seno, non trovandolo scatenò un putiferio, s’irrigidì e si mise ad urlare a più non posso, divenne violacea dallo sforzo, nulla riusciva a calmarla, c’era solo una soluzione, accontentarla. La madre parlò con l’officiante, Marianna accompagnata da Clara sparì dietro l’altare, furono portate due sedie, una per la nutrice l’altra per l’aiutante. Un ultimo acuto, poi un gran silenzio, si percepiva il vorace rumore della deglutizione, una breve pausa, un nuovo accenno di pianto subito smorzato, continuò a poppare, poi appagata, distesa e tranquilla si addormentò. S’affacciò anche Fabrizio, sorrideva divertito, come tutta l’assemblea presente. Il prete riempì d’acqua benedetta una ciotola fece girare a pancia sotto la piccola, lei zitta, ma un rigurgito di latte imbiancò l’acqua della fonte battesimale nello stesso momento in cui il sacerdote le stava bagnando la testa. Fu un momento di ilarità generale. Carlo fu uno dei padrini, quando la vide la prima volta, la prese delicatamente in braccio, la baciò in fronte e la restituì ai genitori dicendo: "questa bellezza senza paragoni me la sposo io". Tutti risero. Seguì una festa in giardino, tanti bambini sia del Borgo sia figli di amiche di Marianna, o nipotini di nonne, come Gigliola. Gualtiero appariva e si sentiva in piena forma, era ringiovanito, gioioso come non mai! In un contesto così felice incombeva la stanchezza di Marianna, il latte ogni giorno diminuiva, la piccola lo esigeva con prepotenza, ricorse di nuovo al consiglio dell’esperto, per la nutrizione non c’erano problemi, si poteva ricorrere alle alternative, il medico sconsigliava le balie, erano da preferirsi le pappe di farine, digeribili e nutrienti mescolate con latte di asina o di mucca. Il vantaggio oltre per la bambina avrebbe diminuito lo stress della madre, coronato il tutto con una pausa di ristoro, andare in vacanza! Marianna parlò con lo sposo che concordò, la piccola aveva cinque mesi e poteva affrontare un viaggio in carrozza, il tempo era ancora bello. Fu deciso, sarebbero andati tutti da Giulia, al mare.

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