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Il gioco del cavallo di Tano Pisano fino al 15 marzo a Siena

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Dopo la chiusura forzata di inizio novembre, dovuta all’aggravarsi della situazione sanitaria in tutta Italia, ha appena riaperto ai Magazzini del Sale di Siena “Il gioco del cavallo”, la mostra personale di Tano Pisano. Poliedrico e versatile, l’artista siciliano torna a esporre in Toscana dopo le personali nei musei fiorentini - all’Accademia delle Arti del Disegno nel 2011 e a Palazzo Davanzati nel 2012 - e a Fiesole, nella Sala del Basolato in Piazza Mino da Fiesole nel 2013.

Curata da Enrico Mattei, la mostra allestita negli spazi espositivi di Palazzo Pubblico a Siena, propone ai visitatori circa 150 opere sul tema del cavallo, scelto dall’artista siciliano per questo suo esordio artistico nella Città del Palio. La mostra - ovvero pitture, sculture, disegni, acquarelli, incisioni, ceramiche, meccani e mobiles (sculture in legno che si muovono) - non è una retrospettiva, né è basata su collezioni preesistenti, ma si tratta di un nucleo di realizzazioni ad hoc per la mostra senese che in questa nuova tranche proseguirà fino al prossimo 15 marzo.

Ancora una volta a Tano Pisano interessa l’aspetto estetico dell’arte, sia perché si considera un artigiano, sia perché il suo punto di partenza era e resta l’arte classica.

In questo caso, attraverso diverse forme d’espressione artistica, nella mostra ai Magazzini del Sale Tano Pisano vuole onorare il cavallo e Siena (non mancano opere che specifici riferimenti alle contrade) augurandosi di rivederlo presto in Piazza del Campo, quel “gioco del cavallo” così tanto amato.

Come scrive Mattei, il curatore, «Il progetto che sta realizzando Tano Pisano per la mostra al Palazzo Pubblico di Siena è un omaggio alla città, alle sue contrade e al tema del cavallo. Un messaggio linguistico e poetico pensato esclusivamente per questa esposizione attraverso la ricerca artistica della pittura, della scultura e dell’incisione che diventano il soggetto stesso del suo creare; esiste in lui una fiducia senza tempo e senza mode per queste nobili tecniche artistiche». Infatti « L’abilità tecnica, parte del successo dell’arte fin dalle sue origini, torna ad essere il centro dell’attenzione anche in diversi artisti nel contemporaneo proprio come Tano Pisano in questa mostra a Siena».

La mostra ha anche avuto una gestazione particolarmente lunga: «ho iniziato a preparare le opere lo scorso ottobre 2019 - dice Tano Pisano - perché allora avevo ben quattro mostre in programma. Leprime tre sono state cancellate dal lockdown, per cui questa mostra a Siena, di cui sono particolarmente contento, rappresenta il mio ritorno alla piena attività espositiva - afferma Pisano - con l’obiettivo di tenere viva la dialettica della pittura con il mondo esterno, anche se il punto di partenza, la base è pur sempre l’arte classica. In fin dei conti per me l’arte è un po’ come la cucina: uno può fare qualsiasi pazzia, ma se non possiede le basi, non farà molta strada».

In occasione de “Il gioco del cavallo” ai Magazzini del sale di Siena, è stato realizzato un catalogo che reca i testi, oltre che del curatore Enrico Mattei, sia di Ornella Casazza, già direttrice del Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, scomparsa di recente, sia di Cristina Acidini, già Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino.

Quest’ultima infatti scrive: «Dopo molti anni di conoscenza, e molte mostre viste - tra cui la bella monografica organizzata insieme nel 2012 nel Museo della Casa Fiorentina di Palazzo Davanzati a Firenze (parte allora del Polo Museale Fiorentino del quale ero alla guida) -, non pensavo che l'esuberante creatività di Tano Pisano potesse stupirmi. E invece ancora una volta resto incantata di fronte alle molteplici, sorprendenti e ingegnose variazioni sul tema del cavallo, che danno senso e spessore a questa mostra senese. […] Al di là delle singole opere e delle svariate tecniche, quel che identificherei come filo conduttore della mostra è il multiforme, amoroso stupore di Tano per il mondo delle forme viventi nel quale siamo immersi: fiori, pesci, crostacei, oggi cavalli. Tutte presenze simbolicamente possedute dall'artista che, come il poeta nell'incanto dello shakespeariano Sogno d'una notte di mezza estate, "mosso da una sublime frenesia" volge incessantemente l'occhio al cielo e alla terra».

Tornato in Italia nel 2011 - dopo alcuni decenni trascorsi in Europa tra Danimarca, Francia e Spagna - da quasi quattro anni Tano Pisano ha scelto Pietrasanta come città dove vivere e lavorare, per poter respirare quell’arte che lo accompagna sin dalla gioventù e che non l’ha mai abbandonato.

In passato l’artista si era anche allontanato volontariamente dal mondo dell’arte, per poi tornare preferendo tuttavia il rapporto diretto con un selezionato numero di collezionisti e evitando le mostre nelle gallerie, a tutto vantaggio di esposizioni nei musei o comunque in sedi pubbliche. E anche la mostra senese non sfugge a questa regola.

L'artista

Nato a Lentini nel 1947, Tano Pisano consegue il diploma presso l’Istituto d’Arte di Catania nel 1964 e poi si trasferisce a Roma, dove studia all’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Luigi Montanarini, Franco Gentilini e Mino Maccari. Nel 1965 Lara Vinca Masini lo vuole in una sua collettiva presso la Galleria Numero di Firenze e l’anno successivo espone alla Galleria de Paris in via Margutta a Roma. Sono numerosi i suoi esperimenti nell’utilizzo della pittura come terapia e forma d’espressione presso le case di cura psichiatriche di Gorizia, Schlevig-Holstein (Germania Occidentale) e Upsala (Svezia). A metà anni Settanta si trasferisce in Danimarca e inizia a lavorare come designer per la Illum a Copenaghen ed esegue i murali nel monumento nazionale danese la DenGule Cottage a Klampenborg costruita dall’architetto Bindesboll. È del 1978 la sua partecipazione alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Parigi con il Billdestoffteather. Nonostante abbia continuato a lavorare e sperimentare tecniche differenti fino alla metà degli anni Novanta, Tano Pisano decide di non sottostare alle leggi del mercato e sceglie di realizzare opere d’arte solo per committenti selezionati, guadagnandosi da vivere con un mestiere altrettanto creativo quale quello della culinaria. Apre un piccolo, ma raffinatissimo ristorante a Copenaghen, frequentato per la particolarità dei suoi piatti dalla stessa regina. Inquieto e curioso comunque non si ferma e si trasferisce in Francia, viaggia in Germania e arriva per caso sulle coste della Spagna settentrionale per trascorrere una breve vacanza ma, al momento di ripartire, cambia idea e sceglie la Catalogna come patria. Llafranc, Palafrugell, Girona, Barcellona, diventano i luoghi delle sue ispirazioni ed esposizioni. Numerose personali si alternano tra la Spagna, Francia, Danimarca, Germania e Italia. Nel 2004 esegue il murale in ceramica al Grosse EschenheimerStrasse di Francoforte e nello stesso anno inizia il lungo progetto, conclusosi nel 2006, della Cappella votiva nella Chiesa di SantMartì a Palafrugell dove pitture, ceramiche, vetri, ferro battuto, sculture si fondono realizzando un ambiente di grande suggestione. Nel 2007 è in Italia, prima al Museo Michetti di Francavilla al Mare (Chieti), nella collettiva Oltre l’oggetto: Morandi e la natura morta oggi in Italia e in seguito a Lucca, presso la Fondazione Ragghianti, con L’alibi dell’oggetto: Morandi e gli sviluppi della natura morta in Italia. Nel 2011, torna in Italia con la mostra “Peix”, che propone prima all’Accademia del Disegno di Firenze e poi amplificata alla Villa Paolina di Viareggio col titolo “Pesce e..”. Nel 2013 propone diverse mostre in provincia di Barcellona, e Girona, poi torna a Firenze, al Palazzo Davanzati; segue poi una grande personale a Fiesole per tornare di nuovo in Spagna, per numerose mostre in sedi museali e pubbliche. Nel 2017 participa alla colletiva “Il cammino dell’uomo tra arte e fede, da Ugo Guidi a Igor Mitoraj” nel Salone Donatello e Sagrato della Basilicata di San Lorenzo, a Firenze. E, tutta di ceramica, una grande personale, “Tano Pisano Ceramica” al Terracotta Museu la Bisbal d’Emporda in Spagna. L’artista siciliano, per anni residente in Spagna, sceglie poi di trasferirsi a Pietrasanta, in provincia di Lucca, e nel 2016 apre la propria galleria, “Tano Pisano Opera Unica”, in via Padre Eugenio Barsanti; da allora è autore di numerose mostre con una periodicità di due mesi.

INFO MOSTRA

Tano Pisano
IL GIOCO DEL CAVALLO
Fino al 15.03.2021
Magazzini del sale | Palazzo Pubblico | Il Campo | Siena
Orari: dal lunedì al venerdì 10-18 (ultimo ingresso ore 17.15)
Ingresso gratuito

per saperne di più

www.tanopisano.com

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