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Le ragazze di Primavera - Capitolo 42 di Artemisia

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Dopo anni di amicizia Fabrizio e Carlo dovevano separarsi, Carlo fu costretto a partire per l'America. Marianna e Fabrizio decisero di prendersi un periodo di vacanza e tornare al mare. Dopo pochi giorni intrapresero il viaggio con la piccola Anna. Arrivarono. Giulia vide entrare nel viale la carrozza, non si trattenne e a tutta velocità le andò incontro, il cocchiere frenò il mezzo, si fermò, fu un immediato frastuono di portiere aperte un vociare confuso e eccitato, abbracci, baci, complimenti e auguri. C’era di tutto, mancava solo Anna, la piccina dormiva beata nel cestone di vimini, Giulia salì nell’abitacolo, si sedette vicino, la guardò, impallidì, mise le mani davanti alla bocca la chiamò, Anna, Anna, sei la bambina più bella che io abbia mai visto, tua madre ha mantenuto la promessa, ora ho due stelle una più lucente dell’altra, si chinò, le baciò la manina, a quel contatto si mise a piangere dall’emozione. Persone care, la pace del luogo, l’aria intrisa di profumi di ogni genere e provenienza, erano sempre pronti a sanarti ad accoglierti, un dono spontaneo e gratuito, che risolleva gli animi, facendoti ritrovare te stesso. Marianna e Fabrizio, proprio per questa ragione, avevano scelto questa soluzione azzardata. Lo stress del parto e la partenza di Carlo avevano stressato la coppia. Dovevano uscire da quel tunnel di indifferenza e apatia. Dovevano ritornare ad essere positivi, gioiosi, risvegliare i sentimenti, sempre presenti, ma sopiti. Anna era in ottime mani, ora loro due dovevano ritrovare l’amore e la passione di prima, si coricarono una vicino all’altro, a Marianna ritornò in mente il fiasco totale della prima notte e si mise a ridere, lo ricordò anche a Fabrizio, che contraccambiando l’ilarità, aggiunse: "è stato molto bello, inusuale e indimenticabile"! Sua moglie si avvicinò, gli accarezzò i capelli, gli massaggiò il collo, le spalle e il torace, Fabrizio si rilassò sotto il tocco magico della sposa, si addormentò, lei lo seguì quasi subito. La stanchezza anche questa volta ebbe la meglio. Al risveglio, si guardarono come fosse la prima volta, Fabrizio con delicatezza si avvicinò a sua moglie, intrecciò le dita delle mani con le sue, le alzò le braccia, la baciò con passione e amore. Lei contraccambiò con lo stesso ardore. Dopo tanta astinenza stavano a poco a poco ricostruendo la loro vita matrimoniale, l’amore non li aveva mai abbandonati. Si sentivano più forti e ristorati, compiaciuti e felici. Andarono a vedere la loro meravigliosa bambina, Clara le stava preparando il bagnetto tutti i cambi e la camiciola da indossare. La piccola ricevette il bacio del risveglio da ambo i genitori, sembrava sorridere! I due giovani, assistiti da Giulia, presero la via del mare. Fecero le stesse cose di sempre, sole, bagni e giochi. Marianna si ricordò di un luogo spettacolare che non gli aveva mostrato, Fabrizio stava così bene in pace che non si sarebbe spostato di un centimetro, rimandarono l’iniziativa al giorno dopo. Stesso percorso stesso luogo, il promontorio era l’oggetto della visita non all’esterno ma nel suo cuore. Marianna andò per prima, intagliato nella roccia individuò il passaggio, una fessura stretta e difficile da superare, il loro corpo doveva adattarsi con piegamenti, e ci voleva una serie di acrobazie per avanzare. All’improvviso appare il gioiello creato dalla natura, una grande grotta a forma di cupola. Illuminata e soleggiata da una ampia apertura soprastante una decina di metri, dai bordi scendevano dei rami verdeggianti, l’anello del cielo e i raggi del sole ne illuminavano l’interno, al centro una pozza d’acqua salmastra contornata da ghiaia e da una striscia di sabbia bianchissima, veramente uno spettacolo unico e raro. Un'oasi di pace e bellezza inquietante. Fecero il bagno nel piccolo laghetto, si stesero sul piccolo arenile, respirarono quella magica atmosfera con voluttà. Marianna si rivolse allo sposo: "amore mio, vedi, dovevamo proprio ritornare, mi ero scordata di farti veder questa meraviglia". Fabrizio aggiunse: "mia adorata, tu stessa sei una sorpresa, da te mi aspetto sempre cose eccezionali, e strabilianti, ti amo". Si scambiarono le tenerezze degli innamorati, poi ripresero l’arduo percorso per uscire dalla grotta. Avevano trascorso un giorno tutto per loro, era tanto che non accadeva e fu incredibilmente rilassante.

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