Solo Parole

Le ragazze di Primavera - Capitolo 43 di Artemisia

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Fecero ritorno alla casa rosa, la bimba attirava l’attenzione di chiunque, chi la vedeva per la prima volta non smetteva di guardarla! Era, oltre che bella, vivace e sorrideva a tutti, mangiava con lo stesso gusto dei genitori. Marianna la prese in braccio, la piccola si accucciò sulla spalla della madre con le braccia tornite intorno al suo collo. Marianna la ricoprì di baci, poi l’alzò verso il cielo e la dette Fabrizio. Lo sposo era alle prime armi, aveva timore di farle del male, ancora non aveva fugato questa paura. Intervenne Marianna, gli mise la piccola distesa sulle braccia, con un solo movimento poteva portarla all’altezza delle sue labbra e coccolarla, baciarla quanto voleva. Fu una ottima lezione oltremodo molto piacevole. L’armonia cresceva di giorno in giorno, i timori del viaggio d’affrontare con la piccina furono vanificati, anzi il dondolio della carrozza contribuì a farla dormire più del solito, tanto da saltare la consueta poppata. Tutti godevano di benefici, gentilezze, riguardi e tanto affetto... anche Marco, nella sua apparente scontrosità si intenerì alla vista della piccola. La prima a mangiare era Anna, non fece mai storie infatti era, come i genitori, di buon appetito, una buongustaia, quando una pappa le era gradita più di un’altra schioccava la lingua sul palato. Finito di sistemare la piccina, cullata, addormentata, sistemata per la notte, era il turno dei grandi. Marianna intervenne per smorzare la malinconia della partenza, iniziò: "Tutti, grandi e piccoli, abbiamo beneficiato di questa vacanza, vale la pena riprovare, abbiamo anche la fortuna di avere tre nonni, giovani amorevoli, rari, insostituibili, pochi sono come loro, c’è un ulteriore virtù: hanno allevato me e ora la piccola, donando tanto amore e tenerezza da non farmi sentire mai orfana, ma una loro figlia. Ora devo accontentare i miei genitori, o mamma Eleonora o babbo Leandro, per completare la famiglia e dare un volto a dei nomi per troppo tempo rimasti nell’oblio". Fabrizio condivise in pieno, erano pronti anzi prontissimi ad affrontare la seconda maternità, una grande gioia li rallegrava.

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