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Le ragazze di Primavera - capitolo 44 di Artemisia

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Essere genitori per la prima volta è sempre un’esperienza difficile, al buio, un’incognita vissuta con ansia e apprensione, come tutte le cose nuove. L’esperienza maturata dona sicurezza e permette di pianificare le difficoltà, snellire le procedure della gestione del neonato. Dopo un brevissimo periodo dal ritorno dal mare, Marianna era in attesa del secondo bambino, esultò di gioia, Fabrizio ne fu immensamente felice. I due avrebbero comunque celato la notizia fino all’evidenza allo zio Gualtiero, per evitargli stati d’emotività e preoccupazioni a lui dannose. L’attesa fu delle migliori, pochissime nausee, all’inizio e nessun disturbo. Tutto all’insegna della normalità più assoluta.La vita matrimoniale e i rapporti affettivi non subirono cambiamenti di nessun genere, sempre nel rispetto delle norme. Il loro amore era ancor più vivo e presente. Alcune volte ironizzavano sull’accaduto, ma prevedevano di avere un esercito di bambini, il sesso non era per loro due una causa predominante, bastava che fossero sani e frutto della loro sconfinata passione. I mesi trascorsero veloci, l’inverno fu clemente e la primavera precoce, il tempo del risveglio della natura coincideva con il periodo del parto. Zio Gualtiero fu messo al corrente del lieto evento solo due mesi prima, posticipandone la data della nascita, per dargli modo di abituarsi al nuovo nipote e tranquillizzandolo sul tanto tempo che ancora doveva trascorrere: era la notizia che aspettava e voleva sentirsi dire; non fiatò, poi si alzò dalla poltrona, abbracciò ambo i nipoti e con voce tremante pronunciò: “grazie, grazie figli miei!”
Anna cresceva vispa e forte, di buon carattere, accattivante e bella, il ritratto del padre. Arrivò il giorno del parto e Marianna seguì alla lettera le procedure dalla respirazione al controllo del dolore in piena coscienza, mantenendo la calma, la lucidità e la concentrazione. Fabrizio viveva quel delicato momento con trepidazione, ogni rumore lo metteva in guardia, Clara faceva la spola tra Fabrizio e la camera da letto, ogni volta lo confortava, lo sosteneva, spiegava, gli dava le notizie dettagliate, ma a lui premeva che nascesse presto e Marianna non soffrisse. Dopo poco un prolungato lamento della sposa, seguito dal vagito del neonato. Era nata Eleonora! Entrò, il solito rituale, fu subito da Marianna, poi la nuova arrivata, completamente diversa da Anna, moretta, riccioluta, occhi a mandorla e un faccino rotondo e rubicondo, il colore degli occhi da scoprire, una delizia! Fabrizio la prese in braccio e la guardò con lo stesso amore con cui guardava la sua adorata moglie. Marianna chiese che fosse avvisato lo zio e condotto da lei. Andò Fabrizio a dare la notizia a Gualtiero, in principio manifestò subito il rammarico che la piccola fosse nata prematura, più delicata e debole, il nipote lo tranquillizzò, nulla di tutto questo era stato solo un espediente per abbreviargli l’attesa e contenere l’ansia. Un attimo dopo era pronto, scattante e impaziente di vederla, azzardò domande per sapere come fosse e a chi somigliasse, Fabrizio non dette nessun genere di informazione, sarebbe stato lui a darne a loro.