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Le ragazze di Primavera - Capitolo 47 di Artemisia

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Sistemati i bambini, per le ventuno era fissata l’ora d’inizio dei festeggiamenti, un aperitivo in giardino seguito da una cena fredda a buffet ricca di squisitezze di ogni genere e provenienza, servita da camerieri e sommelier, tavoli d’appoggio allestiti al coperto per le persone più anziane, altri tavoli con la stessa finalità, sparsi nel giardino. Chiudeva la cena una carrellata di dolci per tutti i gusti, vini e spumanti selezionati serviti in calici di cristallo, un avvenimento eccezionale. Il grande salone aveva ripreso, dopo anni e anni di abbandono, la sua funzione d’accoglienza, congregazione e divertimento. Una piccola orchestra suonava musiche classiche e rilassanti, come sottofondo al festoso e fastoso convivio. Le piccole furono trasferite nell’ala del palazzo più tranquilla al riparo da rumori, schiamazzi e musica. Marianna aveva regalato a Clara due deliziosi abiti, uno per il battesimo, elegante, semplice e raffinato, l’altro per la festa della ricorrenza del suo matrimonio, più impegnativo e idoneo all’occasione, il primo di color chiaro, verde malva, non scollato, con guarnizioni di pizzo in tinta, l’altro rosso bordeaux, con una scollatura composta adatta al suo genere. Clara strabiliò, era la prima volta che indossava abiti così eleganti e preziosi, si sentiva a disagio, in imbarazzo, Marianna sdrammatizzò con un abbraccio caloroso "solo tu, lo zio, Giulia e Marco siete stati per me i soli parenti, la mia adorata famiglia, quello che mi avete donato con il vostro amore non ha prezzo, con voi sarò sempre debitrice" poi aggiunse "verrò io stessa ad aiutarti ad indossarli". La giornata fu piena di avvenimenti, ma non stancante, piacevole. Era giunta l’ora di concluderla in armonia e in allegria. L’unico rammarico di Marianna e Fabrizio era di aver trascurato Carlo. Gli sposi dovevano accogliere gli ospiti, Marianna ebbe un contrattempo tardò, Fabrizio fece gli onori di casa, gli invitati erano già arrivati, quando in cima allo scalone apparve Marianna, attirò la loro attenzione con un battito di mani, si scusò, ringraziò della loro partecipazione che la rendeva lusingata e felice. Iniziò a scendere, sollevando la gonna con le due mani, piano, con grazia, elegantissima, con classe, pari al portamento di una regina. Gli ospiti applaudirono unanimi, chiamandola più volte con il suo nome, lei non si scompose, sorrise e continuò la discesa, era bellissima, le maternità avevano ancor di più addolcito e valorizzato il suo aspetto, il vestito metteva in risalto la sua femminilità, di colore celeste pallido, vaporoso, una scollatura molto ampia metteva in risalto un decolleté perfetto, il suo seno era rimasto adolescenziale, i capelli raccolti sulla nuca, ciocche a boccoli scendevano sulle spalle, altre lungo il collo, incorniciandole il volto raggiante, il solo gioiello indossato era una collana di piccole perle impreziosito al centro da un acqua marina contornata da diamanti e perle. Fabrizio era in estasi, non batteva ciglio, era estasiato dall’immagine della sposa. L’aspettava all’’ultimo gradino, le porse il braccio, le sussurrò la sua ammirazione, l’attirò a se e l’abbracciò con l’ardore di un innamorato.

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