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Le ragazze di Primavera - Capitolo 48 di Artemisia

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Poi fu la volta dello zio, subito dopo di Carlo, Marianna lasciò il marito e gli gettò le braccia al collo e si strinse a lui, mormorandogli quanto tempo sarebbe rimasto, avrebbe trovato con Fabrizio l’occasione per stare con lui, parlare di lui dei suoi progetti sperando ardentemente che rimanesse con loro. Senza la sua presenza, la famiglia non era più la stessa. Carlo la rassicurò, sarebbe stato un lungo soggiorno, Marianna lo baciò ringraziandolo e tirò un grande sospiro di sollievo. L’orchestra si spostò nel salone adiacente, quello delle feste, gli sposi entrarono per primi, i musicisti iniziarono a suonare, aprirono le danze con valzer di Strauss, gli altri li seguirono a ruota, zio Gualtiero accennò un mezzo inchino e invitò Clara a condividere con lui la gioia del ballo, la poveretta iniziò a balbettare a schernirsi adducendo che erano anni e anni che non danzava, non si ricordava come si facesse, lui le assicurò che era nelle stesse condizioni, tutt’al più si sarebbero pestati i piedi! Clara rise, e si gettarono nella mischia. Marianna strabuzzò gli occhi, lo fece notare a Fabrizio, anche lui rimase sorpreso e divertito, i due volteggiavano come due ragazzi, non sbagliarono un passo, seguivano a perfezione il ritmo e le movenze, quando la musica cessò, un applauso scrosciante li sommerse. Tra i due si evidenziava una reciproca simpatia, condivisione, basata sul rispetto e stima. Una vita vissuta e trascorsa insieme a fianco di Marianna ed ora delle due bambine. Il ricevimento ebbe termine molto tardi, lo zio rimase a dormire, in una delle camere degli ospiti a pian terreno, fu invitato a farlo anche Carlo che declinò l’invito in quanto voleva portare alle bambine i doni a loro destinati. Sarebbe tornato domani nel pomeriggio. Un gran successo, gli invitati proposero di ripetere più spesso questo genere di riunione, in allegria e fra amici sinceri, divertirsi, incontrarsi, parlarsi, interrompere, anche se qualche ora, le preoccupazioni, il lavoro, le responsabilità, i doveri. Terminati saluti e ringraziamenti, i coniugi raggiunsero la loro alcova. Fabrizio aiutò Marianna a spogliarsi, ogni gancio del corsetto aperto, un successo! Premio un bacio, sulla spalla sul collo, in ogni dove, lei rideva divertita e il gioco non sembrava mai finire... Le emozioni e i preparativi dei tre eventi, la stanchezza e il sonno incominciarono a reclamare il giusto riposo. Marianna girò il corsetto e in un minuto se ne liberò e con esso anche dello sposo, una sosta al bagno, e a letto! Trovò il suo amore addormentato, sereno e pacifico, gli dette la buonanotte con una carezza e immediatamente lo imitò. Al risveglio il primo pensiero fu rivolto alle bambine e allo zio. Corse dalle piccole, Clara come consueto aveva provveduto a tutto e stavano di nuovo dormendo, lo zio stava ancora a letto, gradì molto il caffè e si rimise a sonnecchiare. Anche Marianna tornò da dove era venuta, con grande piacere. Al risveglio di Fabrizio, dopo le usuali affettuose consuetudini, si parlò delle ricorrenze festeggiate, la regia era stata magnifica, il compleanno un successo i giuochi per tutte le età, per i bambini del Borgo fu una novità assoluta, in primo tempo la meraviglia, lo stupore, poi il godimento, il divertimento, la condivisione con bimbi sconosciuti. Il fatto sconvolgente e impensabile era il ballo dello zio e Clara. Era giunta anche per loro l’ora della riscossa, dopo tante sofferenze, rinunce e fatiche finalmente una parentesi di spensieratezza e di godimento, il ballo fece loro riscoprire il lato gioioso dell’esistenza come grande alleato per sopportare le dure prove del destino. Altra cosa positiva era l'aver invitato amici e parenti, cosa che non fecero il giorno del loro matrimonio, la festa era stata rinviata, ma oggi la promessa era stata mantenuta e realizzata con gran successo.

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