Solo Parole

Le ragazze di Primavera - Capitolo 49 di Artemisia

• Bookmarks: 5

Una mattina un messo comunale portò una lettera urgente a Fabrizio, doveva presentarsi agli uffici competenti per alcuni chiarimenti che riguardavano una sua proprietà. Seguiva mese, giorno e ora dell’appuntamento null’altro. Fu convocato d’urgenza. L’amministratore e Fabrizio pensarono ad un errore. Il giorno stabilito si presentarono puntualissimi all’appuntamento. Furono ricevuti subito, anzi l’addetto comunale gli andò incontro, li fece accomodare nel suo studio. Si rivolse a Fabrizio con l’appellativo di Sig. Conte, nessuno avrebbe usato tanto se lo avesse conosciuto, aborriva i titoli nobiliari e di ogni altro genere, chiese gentilmente di essere messo al corrente del motivo di tale urgenza. L’amministrazione dell’azienda era scrupolosa e precisa, tutte le norme venivano rispettate, quindi non si capacitava di cosa fosse stato omesso o tralasciato. I suoi collaboratori, persone competenti e oneste, avevano operato sempre al meglio, evitando il minimo disguido; forse si trattava di un equivoco o di uno sbaglio di persona. Si venne al punto, risultava all’amministrazione comunale una proprietà abbandonata, sulla riva del lago. Un forte vento aveva sradicato alcuni alberi del giardino e li aveva catapultati oltre il muro di cinta, invadendo l’area stradale, era prevista una multa e l’immediato intervento per la rimozione e sistemazione dell’area interessata. A Fabrizio e all’amministratore furono mostrati la pianta catastale e altri documenti relativi all’acquisto. Effettivamente la firma era quella del padre, forse un regalo alla moglie, per rendere il periodo estivo meno pesante, in più vicino al borgo, raggiungibile in poco tempo. Fabrizio notò un particolare: l’acquisto avvenne due anni prima che la madre morisse. Tutto ciò che era legato al ricordo della moglie fu distrutto dal genitore, ignorato e abbandonato, con la speranza che il suo dolore diminuisse.
L’amministratore chiese di poter fare un sopralluogo per valutare lo stato di fatto, un incaricato comunale li avrebbe accompagnati. L’indomani raggiunsero la località e, verificata la realtà dei fatti, Fabrizio s’impegnò a provvedere nel minor tempo possibile per ripristinare la normalità. L’immobile si intravedeva coperto e sepolto da una folta vegetazione spontanea, di rovi ortiche e piante d’alto fusto. L’accesso, un grande cancello di ferro battuto, alle spalle dell’immobile, si intravedeva un tracciato di viale, delimitato da tigli enormi incolti, inselvatichiti e con le chiome appesantite per le mancate potature. Quando ritornò al Borgo, incaricò sia l’amministratore che il fattore di formare una squadra di lavoratori qualificati e procedere immediatamente alla bonifica.

5 recommended