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"Roman figures - Figure romane" di Nikolas dal 4 luglio a Roma

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Save the date! Giovedì 4 luglio avrà luogo l'inaugurazione della mostra "Roman figures - Figure romane" di Nikolas presso Tartarughe Bar e Bottega Art Room in piazza Mattei 8 a Roma. La presentazione e il testo critico in catalogo sono opera di Francesco Maria Bonifazi.

le parole di Francesco Maria Bonifazi

L’equilibrio armonico, la strada corrente verso il ritorno, antiche gesta modernizzate da un traduttore simultaneo. Nikolas viene dalla Grecia, artista internazionale, ci regala a Roma questa personale, col doppio titolo dal chiasmo imminente. Tutto quello che fa, anche il recupero, in scultura, di figure archetipali, si traduce in un successo artistico, una memoria dell’oggi. Una riuscita dell’equilibrio continuo fra forma e contenuto, abbracci e respingimenti, inviti alla cautela gridati nel cielo blu della sua Atene.

L’armonia è il carattere principe della scultura greca, l’immanenza delle figure, che qui ritroviamo in questi coinvolgenti lavori ad olio, la caratteristica peculiare. Nikolas ha lavorato tanto, in questo suo soggiorno romano, incastonato fra coinvolgimenti pratici e ritorni lampo nella sua terra, impreziosito, dicevamo, da un lavoro assiduo, prorompente, promettente.

Le sue figure, appunto le Figure romane, promettono qualcosa che è celato, come un rientro misterioso ad accordi conosciuti, emanano un certo calore, un senso, dicevamo, di accoglienza, unito ad una urgenza espressiva che è metodo di lavoro, concentrazione massima, resa graffiante. Sono appunto questi graffi, questo coacervo di segni che definiscono cose in realtà appena suggerite.

Il fruitore non è più spettatore, è risucchiato all’interno dell’opera, in un mondo che conosce, che ha sempre, anticamente, conosciuto. Diventa così parte attiva completando psichicamente l’opera. Ci sono familiari queste figure potenti, carnose, che giacciono, fluttuano, volteggiano imperiose su fondi dati alla prima. Del resto, tutta la produzione di Nikolas è così, almeno quella romana. Ci porta nel suo mondo, che è anche il nostro, perché è di tutti. Lo conosciamo talmente bene che siamo noi a completare l’ambientazione, a vedere i laghi, cieli tersi e nuvole di passaggio. Acqua e aria si fondono, restano gli imponenti personaggi, con il loro messaggio drammatico.

Non è una commedia quella messa in scena da Nikolas, anche quando i suoi personaggi sono in quiete, come in Figura in rosso, percepiamo la tensione sottostante, il mistero identitario. La stessa sensazione che proviamo di fronte a Equilibrio magico, l’opera in copertina, o quando guardiamo Danza classica, dove il fondo si fa più compatto, delineando una figura estrema, portata al limite. La ieraticità de La quiete e la tempesta fa da contraltare alla concentrazione massima del pathos, che troviamo in Svenimento, una figura maschile riversa che suggerisce, appunto, una resa massima al travolgente flusso di emozioni che questo artista, così classico, così moderno, ci trasmette.

le parole di nikolas

Ancor più della tecnologia, l’arte stimola l’immaginazione e ti fa pensare fuori dagli schemi. Sono le sfide costantemente presenti, quando utilizzo materiali duri, che mi spingono a esplorare nuovi metodi e tecniche innovative, nel mio sforzo di realizzare le mie idee su piccola, media e grande scala.
Ovunque viaggio, assorbo ed elaboro sempre il modo in cui le persone interagiscono con il loro mondo, soprattutto in luoghi al di fuori del canone occidentale di vita e di pensiero.

le opere

la locandina

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