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"Anglofilia" di Ignacio Peyró al Caffè Letterario Horafelix di Roma il 26 maggio

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Un glossario sentimentale per anglofili incalliti e aspiranti tali: lunedì 26 maggio 2025, dalle 18.00 alle 19.30, il Caffè Letterario Horafelix di Roma (via Reggio Emilia 89) ospita la presentazione di "Anglofilia. Piccolo glossario sentimentale della cultura inglese", l’ultimo libro di Ignacio Peyró edito da Graphe.it, con prefazione di Maurizio Serra.

Scritto con uno sguardo colto e ironico, Anglofilia è un viaggio attraverso miti, aneddoti e consuetudini britanniche – dal tè ai tweed, dalle red box alle figure degli Young Fogeys – che racconta il fascino discreto e persistente esercitato dal Regno Unito sull’immaginario europeo. Un vero e proprio atlante dell’anima anglofila, in cui ogni voce è una tappa di un percorso tanto divertente quanto affettuoso.

A dialogare con l’autore, Ignacio Peyró, scrittore e direttore dell’Instituto Cervantes di Roma, sarà Maurizio Serra, diplomatico, saggista e membro dell’Académie française. A condurre l’incontro la giornalista Laura De Luca, con letture a cura di Armando De Ceccon.

L’incontro sarà un’occasione per esplorare l’universo anglofilo tra letteratura, storia e cultura pop, senza dimenticare qualche irresistibile eccentricità d’Oltremanica.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

il libro

Anglofilia è un viaggio affascinante tra parole e simboli della cultura inglese, condensato in un glossario di 50 voci. Dalla libertà alla tradizione, dall’umorismo alle contraddizioni, questo libro esplora miti, storie e curiosità di un’Inghilterra che continua a ispirare e sorprendere. Con un approccio raffinato e personale, offre uno sguardo critico e affettuoso sull’eredità culturale britannica, invitando il lettore a riflettere e sorridere attraverso una celebrazione della “britannicità” in tutte le sue sfaccettature.

L’aggettivo “inglese” allude a un’origine, ma per secoli è sembrato riferirsi al prestigio o al merito. Per noi che siamo nati negli anni Ot­tanta era ancora così. Se di una giacca si diceva che era inglese, non c’era altro da aggiungere; se una zuccheriera recava il marchio “Made in England”, non poteva che avere quella finitura di perfezione che – come lessi molto più tardi – Camba conferiva a tutta la produzione delle isole. L’inglesità, in generale – e fin dai miei primi ricordi – aveva un’associazione naturale con ciò che era ben fatto, che esisteva da sempre ed era destinato a durare tutta la vita, come se avesse un’onestà o una solidità costitutiva.

l'autore

Nato a Madrid nel 1980, vive a Roma, IGNACIO PEYRÓ ha studiato Lettere e biblioteconomia all’Università Complutense ed è Direttore dell’Instituto Cervantes di Roma, dopo aver diretto quello di Londra. Giornalista politico e culturale, scrive per El PaísEl MundoABC La Vanguardia. Ha fondato il giornale online The Objective e la rivista culturale Ambos Mundos. Ha diretto la Nueva Revista Digital e collaborato con l’agenzia di stampa EFE, di cui è stato membro del Consiglio di amministrazione. È stato anche consigliere del Presidente del governo spagnolo in materia di comunicazione. Scrittore caratterizzato da una prosa di grande respiro, ha curato anche la traduzione delle opere di Evelyn Waugh, Louis Auchincloss, J. K. Huysmans, Rudyard Kipling e Augusto Assía. In ambito accademico ha tenuto lezioni e conferenze all’Università di Oxford, alla British Library, alla Fondazione Juan March e all’Università di Bologna. Collabora con la rivista culturale online Insula europea dell’Università di Perugia.

la copertina

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